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giovedì, 18 Luglio 2024

Fuori dal mondo

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Michele Paolino

Alla fine ha ragione il vicesindaco Guido Montanari quando afferma che i governanti sono fuori dal mondo. Ha talmente ragione che questa affermazione vale innanzitutto per lui, governante di questa città, che in questi giorni ha messo in atto tali e tante gaffe, preoccupandosi più di apparire come il leader dell’ortodossia e dell’ala movimentista grillina che occuparsi del bene e dell’interesse della città.
È infatti evidente che questo suo schierarsi apertamente in favore di chi ha usato brioches di gomma come arieti contro la polizia e ha ostentato ghigliottine in piazza serva come foglia di fico per coprire la sua incapacità di mantenere le promesse elettorali fatte. Sa bene che i fatti lo smentiscono e, da uomo di potere e di palazzo, la butta lontano dai suoi doveri istituzionali inventandosi capopopolo.
Ma delle sorti del vicesindaco, e della contrapposizione evidente che si sta delineando con la Sindaca e all’interno della maggioranza grillina, potrebbe interessarci poco se non fosse che a farne le spese è la città di Torino, mai come in questo momento irresponsabilmente portata “fuori dal mondo”.
La forza di risollevarsi dalle tante crisi che negli anni l’hanno colpita è stata sempre contraddistinta dalla capacità di connettersi con il mondo, di uscire dal suo tutt’altro che splendido isolamento nel quale si era rinchiusa fino ai primi anni ’90, di promuoversi e presentarsi sull’esterno finalmente consapevole di essere una città bella e attrattiva. Con i fatti di questi giorni Torino ha abdicato per la seconda volta nella sua storia al proprio status di città capitale e ha perso l’occasione, che a causa dei problemi organizzativi e delle manifestazioni in piazza difficilmente si ripresenterà, di farsi conoscere per i suoi pregi e le sue eccellenze e di avere un ruolo internazionale, da “città capitale”.
L’unica vera preoccupazione che abbiamo, più delle sorti del vicesindaco, è che a furia di ritenere gli altri “fuori dal mondo” non debba essere la nostra città a restare “fuori dal futuro”

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