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venerdì, 14 Agosto 2020

Fridays For Future e Rete Ambiente Clima: 10 proposte politiche per la città di Torino

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

Non torniamo alla normalità, perché la normalità è il problema. Questo lo slogan con il quale Fridays For Future (FFF) e Rete Ambiente Clima, un coordinamento di associazioni impegnate nel sociale e per l’ambiente, hanno lanciato un documento con 10 proposte politiche per la Città di Torino, nel tentativo di aprire un dialogo con l’Amministrazione.

Per evitare assembramenti, FFF ha organizzato un flash mob In piazza Palazzo di Città con una distesa di scarpe a simboleggiare tutte le persone che avrebbero partecipato all’iniziativa, se non fosse ancora in corso l’epidemia COVID-19.

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All’interno della manifestazione, alcuni dei rappresentanti delle realtà che hanno promosso e sottoscritto il documento indirizzato alla Città hanno presentato le dieci proposte politiche per una Torino più sostenibile, partendo dalla constatazione che il capoluogo subalpino è risultato fra le città più inquinate d’Europa, con ben 1086 giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili nell’ultimo decennio. Nel 2019 è stata la peggiore in Italia con ben 147 giorni dove sono stati superati i limiti di legge per PM10 e Ozono, con gravi conseguenze per la salute della popolazione (circa 900 morti premature l’anno). A gennaio 2020, poche settimane prima che l’OMS dichiarasse la pandemia, si era raggiunto il livello di allarme viola – dopo l’arancione e il rosso – per l’inquinamento da polveri sottili.

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“Ora a tutto questo – evidenziano FFF e Rete Ambiente Clima – si aggiunge un’altra emergenza, quella del coronavirus, fortemente connessa alle questioni ambientali e alla sostenibilità. Da una parte una serie di evidenze scientifiche illustrano come l’emergenza di nuove pandemie sia legata all’alterazione dei delicati equilibri naturali esistenti tra le differenti specie viventi e i loro relativi habitat, causata dall’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo, dall’altra pare che il particolato possa avere un effetto nel facilitare la diffusione del virus e nel peggiorare la prognosi dei malati di Covid”. 

“Oggi in Italia – proseguono gli estensori del documento – contiamo oltre 30.000 morti da coronavirus. Tuttavia ogni anno l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 60.000 morti premature nel nostro paese, 8,2 milioni nel mondo. Inoltre, secondo la prestigiosa rivista The Lancet i cambiamenti climatici saranno la principale minaccia per la salute del XXI secolo”.

Per tutelare la salute dei cittadini urge dunque un cambio di rotta, in direzione di una maggiore sostenibilità e vivibilità dell’ambiente cittadino. Ecco allora un decalogo di proposte per l’Amministrazione, a partire dal primo punto in agenda, con la richiesta di inserire quest’ottica di sostenibilità in ogni atto, dotandosi “di strumenti di monitoraggio trasparenti e di verifica del raggiungimento degli obiettivi”.

Poi due punti sulla mobilità, fondamentale per non ritornare alla città trafficata e carica di smog di prima della pandemia: “Miglioramento di puntualità, efficienza e accessibilità del trasporto pubblico” con l’elettrificazione della flotta e l’estensione capillare a tutta l’area metropolitana, con intermodalità rispetto alla mobilità dolce, in particolare la bicicletta, nonché “ampliamento della linea metropolitana 1 e costruzione di una seconda linea. Incremento dei parcheggi di interscambio negli snodi principali, fuori dall’area urbana”. Al tempo stesso, occorrerà rimodulare ZTL, tariffe di sosta in centro e limitazioni del traffico per disincentivare l’uso dell’auto, prevedendo come incentivo un giorno di gratuità sui mezzi pubblici, per indirizzare le persone verso il trasporto collettivo. Andranno anche limitate le motorizzazioni più inquinanti, con attenzione alla tutela delle fasce di reddito più svantaggiate, magari prevedendo agevolazioni sugli abbonamenti ai trasporti pubblici.

Altro punto nodale, la “Riqualificazione energetica degli edifici pubblici per diminuire le necessità di riscaldamento e condizionamento”, la richiesta di utilizzare “elettricità prodotta a partire da fonti rinnovabili” e il taglio dei consumi, implementando l’illuminazione a LED ed eliminando gli sprechi.

Si richiede di aumentare le zone pedonali, a partire dalle vie adiacenti ai plessi scolastici, e le aree verdi, tutelando il patrimonio arboreo esistente e prevedendo nuove piantumazioni. Si sollecita, con proposte puntuali, una gestione dei rifiuti urbani volta alla riduzione, al riuso e al riciclo, con indicazioni precise delle strategie da seguire. 

Si sottolinea – anche qui con interventi specifici – l’importanza di eliminare lo spreco idrico, per tutelare quella risorsa preziosa e bene comune che è l’acqua.

Si lancia un forte appello per fermare la cementificazione e il consumo di suolo, privilegiando riutilizzo e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.

Infine, si punta ad un cambiamento di mentalità, con la valorizzazione delle filiere locali dell’economia, con l’adozione di stili di vita sostenibili e, come ultimo punto, con la promozione di “una cultura della sostenibilità, in particolare illustrando i fattori che causano la crisi climatica e la necessità di costruire un modello culturale, economico e sociale alternativo a quello in atto, non basato sul consumo e sulla crescita economica fini a sé stessi”.

Ora non resta che attendere la risposta dell’Amministrazione a questa proposta concreta e articolata, declinabile fin da subito sul territorio e nelle linee guida di Palazzo di Città.

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