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venerdì, 4 Dicembre 2020

Fondazione Torino Musei, Appendino: “Per tutelare i lavoratori servono nuovi modelli culturali che funzionino”

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Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Un anno e mezzo per riassorbire gli esuberi dei 28 dipendenti della Fondazione Torino Musei. È questa l’ipotesi preventivata dall’assessora alla Cultura Francesca Leon che ha relazionato alla Sala Rossa la situazione. «Cinque dipendenti, come richiesto dalla Fondazione Torino Musei e come previsto dai regolamenti, il 29 dicembre verranno riassorbiti nell’organismo comunale, mentre altri due andranno in pensione con il 2018» ha precisato Leon aggiungendo che «altri dipendenti potranno essere ricollocati con la riapertura del Museo di scienze naturali nel 2019 e in un anno e mezzo la maggior parte del personale potrà avere un nuovo lavoro consono alle loro conoscenze ed esperienze».
Leon ha poi ricostruito l’origine del problema spiegando come «la congiuntura è difficile perché sono stati applicati tagli alla Fondazione che ha rivisto anche il suo statuto verso una nuova formula che valorizzi i beni culturali cittadini». L’assessora ha affermato di non condividere il modo di agire della Fondazione: «Ritengo sbagliato sedersi a un tavolo di concertazione annunciando licenziamento. Noi proseguiremo il dialogo con i lavoratori».
A fianco dei lavoratori anche il consigliere Cinque stelle Massimo Giovara che afferma come «non possiamo permetterci licenziamenti e altri disoccupati».
Per il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca «quanto ascoltato oggi dall’assessora Leon è solo aria fritta. Da marzo, un mese dopo la nomina di Cibrario, si è parlato di una ristrutturazione della Fondazione che avrebbe comportato tagli. Eppure il 5 dicembre è atto votato all’unanimità, anche da chi rappresenta il Comune, un bilancio che prevedeva i tagli al personale. E lei assessore Leon cosa ha fatto da marzo ad oggi? Spiace dire ve lo avevo detto. Avete pagato consulenze inutili mentre i dipendenti potevano fare lo stesso lavoro. E invece perdiamo eccellenze e capacità di persone».
Per Mimmo Carretta consigliere Pd «Stiamo andando a rincorrere situazioni che potevano essere gestite in altro modo prima. Non ci prendete in giro: date delle risposte a chi in questo momento ne ha bisogno, se no è solo retorica. Proviamo a difendere il futuro dei lavoratori». Appello condiviso anche dal capogruppo Stefano Lorusso: «Chiediamo a lei assessora Leon e alla sindaca di prendere in mano la situazione per trovare un modo di impedire i licenziamenti. Non facciamo polemiche, ma risolviamo situazione».

«Mi aspettavo le scuse dell’assessora ai lavoratori e alla sua Maggioranza. Già a marzo, aprile e luglio il presidente Cibrario vi aveva avvisato. E il taglio di 1,5 milioni di euro non ha certo giovato. Ci sono poi mail dell’Ufficio della Sindaca dell’11 e del 15 novembre che facevano capire quanto fosse tragica la situazione. Vorrei che ora venissero date risposte alle famiglie dei lavoratori: che fine faranno nel 2018 e 2019? Sono preoccupata anche per i tagli al Museo della Resistenza»
Puntuale la replica della Leon: «La Città è l’unica che si è impegnata per trovare una soluzione per i lavoratori se no la Fondazione avrebbe mandato via definitivamente i lavoratori» ha affermato la consigliera Pd Chiara Foglietta.
Sulla questione è intervenuta anche la sindaca Appendino: «Gli enti stanno vivendo due criticità, economiche e delle competenze. La riduzione dei contributi e l’indebitamento di molti enti ha creato una notevole difficoltà. Il problema non è solo nostro, l’obesità intellettuale dovrebbe portare a riconoscere che il problema è da anni he va avanti. Bisogna stabilizzare le risorse e trovare dei modelli che funzionino per i prossimi anni, solo così si tutelano anche i posti di lavoro».

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