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mercoledì, 22 Maggio 2024

Foglietta: “Voglio un Piemonte arcobaleno, ma quanti ritardi in Comune per i diritti LGBT anche da chi faceva fuoco e fiamme…”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Paolo Pazzi

La consigliera Comunale del Pd torinese Chiara Foglietta, da sempre in prima linea nella battaglia per i diritti Lgbt fa il punto sulla situazione in Piemonte. Questo alla luce dei nuovi eventi che stanno rilanciando le battaglie Lgbt anche in provincia grazie al Pride in programma per quest’anno anche ad Alba e alle iniziative previste ad Alessandria.
«Il mio sogno è un Piemonte arcobaleno sempre più terra di diritti e all’avanguardia per il mondo Lgbt. Insomma protagonista non solo in chiave “Torino-centrica” ma anche e sempre di più nella Città Metropolitana per sviluppare le iniziative in programma su tutto il territorio».
La consigliera precisa come, per l’attivazione di questi progetti risulti fondamentale il ruolo del volontariato sia in termini di risorse sia di mezzi. In particolare emerge l’importanza del coinvolgimento dei giovani, ovvero gli adulti di domani. Proprio sui giovani Foglietta precisa: «Non è assolutamente vero che non siano attenti al mondo solidale e, secondo me, spesso siano “costretti” a non esserne attratti e coinvolti». In tal senso sottolinea i problemi economici che toccano tante persone sul piano individuale e le associazioni che limitano e condizionano l’interesse e l’entusiasmo iniziale».
Si tratta di questioni che hanno un impatto preoccupante per le istanze di solidarietà spesso mortificandole. Foglietta punta il dito anche contro le istituzioni definite carenti in quanto non riescono a reperire risorse e ad operare con tempestività. Del resto, ammette con amarezza: «La politica spesso non è sul pezzo e non risulta in grado di fronteggiare all’impellenza dei bisogni economici».
Foglietta mostra con forza e decisione il suo disappunto su quanto registrato in Comune a Torino per dare un segnale di denuncia rispetto alla barbara repressione dei gay in atto in Cecenia: «Non è stato per niente tempestivo e si è perso in sterili post in assenza di azioni concrete, certamente distratti dai problemi legati all’approvazione del Bilancio. Non ha dimostrato di aver colto la complessità e la drammaticità di quello che sta alla base della mobilitazione e degli appelli (Amnesty International) per denunciare i crimini contro la comunità gay in terra russa. Non si tratta di una simbolica solidarietà ma le denunce rappresentano segnali importati per sviluppare la sensibilizzazione e la presa di coscienza collettiva in materia di diritti e per contrastare logiche repressive folli figlie di ancora diffusi pregiudizi. E insiste: «Non vorrei essere etichettata solo come una militante Lgbt, visto che ho dimostrato politicamente un’attenzione assolutamente a tutto campo sui problemi della mia città, ma trovo singolare che soggetti che da militanti facevano” fuoco fiamme” ora, rivestendo un ruolo istituzionale, mostrano un immobilismo sconcertante». A questo proposito la consigliera “passionaria “del Pd rileva come sorprendentemente fino ad oggi non sia stata ancora calendarizzata la seconda audizione in Comune per il Coordinamento Torino Pride in vista della prossima parata cittadina del 17 giugno. In una città storicamente tollerante e all’avanguardia nei diritti trovo sia incredibile stentare nel creare una linea operativa fatta di meno tavoli, post, mail e più concretezza. Un quadro che risulta molto lontano da quanto ci si sarebbe aspettato sulle basi dei propositi della campagna elettorale, e questo è palese ed evidente a tutti».
In conclusione, tornando alle associazioni, esprime la sua preoccupazione in quanto: «E’ chiaro che queste siano particolarmente penalizzate dalla raffica di aumenti ed in particolare le associazioni onlus di promozione sociale e culturale che da quest’anno non gioveranno delle agevolazioni pari ad uno sgravio del 30% per l’imposta TARI come negli anni precedenti». «Su questo fronte resta pieno il mio impegno e il mio coinvolgimento senza perdere coerenza e rigore morale».

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