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mercoledì, 29 Maggio 2024

Ghigo: “Per il bene della mia città voto Fassino“. Airaudo: “Torino usata per testare il partito della nazione di Renzi”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Andrea Doi

Rimpiange lo spirito del 1994, quello della rivoluzione liberale voluta da Silvio Berlusconi. Ma tanta acqua è passata sotto i ponti da quando Enzo Ghigo, berlusconiano della prima ora e uomo di Publitalia, conquistava le vette di Forza Italia, partito che lui ha contribuito a far nascere e che lo ha visto protagonista. “Uno di destra” che però oggi, a pochi mesi dalle amministrative a Torino ha scelto Piero Fassino, sindaco uscente, che si ricandida per il Partito Democratico.

L’ex presidente della Regione Piemonte chiarisce subito: non ci sono né patti né tantomeno promesse per il futuro. «Sono fuori dalla politica da tempo e non ho nessuna velleità di tornare nell’agone politico – spiega Ghigo – Non sono iscritto a un partito da anni, non ho chiesto niente e non mi hanno promesso nulla. Ho deciso di sostenere Fassino semplicemente perché lo considero il miglior candidato possibile per Torino e non voglio correre il rischio che la mia città venga governata dai grillini».

Mentre in città il centrodestra appare frastornato, con in mano una rosa di nomi ma senza un candidato, mentre Chiara Appendino, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, sembra l’unico ostacolo veramente pericoloso per Piero Fassino, Ghigo tira le somme che lo hanno portato a schierarsi per il candidato del centrosinistra. «Nessun trasformismo, nessun tradimento, faccio questa scelta perché considero Fassino la soluzione migliore, tutto qui – dice – Torino il centrodestra di fatto non riesce a esprimere un candidato unitario e difficilmente potrà accedere al ballottaggio con il sindaco uscente. Fassino ha governato bene in questi cinque anni, ha risanato i conti del Comune. E visto che i Cinque stelle non hanno maturato l’esperienza necessaria per governare una città come Torino e l’area metropolitana, preferisco sostenere il nome espresso dal Pd superando ogni logica di appartenenza politica, pur essendo stato del centrodestra per 20 anni. Non voto un partito, voto un sindaco».

“Per il bene della mia città”, ripete Ghigo, che insiste nel dire che non tornerà in campo, che ora si occupa di ciclismo e che lui e Silvio Berlusconi non si vedono e non si parlano da tre anni. «Ma conservo sempre sentimenti di riconoscenza per lui», evidenzia. «Ho deciso in totale autonomia, per il bene della mia città. Sosterrò Fassino, può darsi che mi identifichi in un candidato che si presenterà in una lista collegata a lui e mi impegnerò per dagli una mano», conclude Ghigo.

Immediata la replica di un altro candiato, Giorgio Airaudo: «Fassino ha imbarcato a Torino l’ex berlusconiano Enzo Ghigo e l’alfaniano Vietti, che domani va a Milano per sostenere Sala. Insomma molto centrodestra e poca, poca sinistra. Dalle parti del Pd, mentre ci si appella a sinistra, Torino usata per testare il partito della nazione di Renzi».

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