di Moreno D’Angelo
L’allarme bomba all’aeroporto Levaldigi di Cuneo è rientrato. Dopo il vertice negli uffici della Questura di Cuneo gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di sicurezza e tutte le piste restano aperte. In ventiquattro ore in due aeroporti piemontesi è scattata la messa in stato di allerta. Dopo il falso allarme domenica sera a Torino Caselle è stato il turno di Cuneo dove qualcosa è stato trovato. Intanto gli inquirenti valutano possibili collegamenti e si apre l’ipotesi che dietro queste operazioni vi possa essere un’unica mente.
Questo dopo che nella notte con un botto, simile a quello di un petardo, gli artificieri hanno fatto brillare il detonatore trovato dentro una borsa abbandonata ieri sera in un bagno dell’aeroporto Levaldigi. Anche se non si trattava di una bomba gli artificieri hanno riscontrato un piccolo ordigno che serve come innesco e 15 grammi di materiale esplosivo granulare contenuto in un involucro.
Ormai la psicosi e il livello di allerta sono tali che ogni oggetto abbandonato in aeroporti e strutture pubbliche può subito creare allarme e attivare la messa in moto operazioni di prevenzione e bonifica che impegnano duramente forze dell’ordine e artificieri con inevitabili disagi. E quanto successo in questi casi.
Il pacco sospetto fatto esplodere a Cuneo ha fatto seguito come detto all’allarme bomba che ha interessato la sera precedente l’Aeroporto Torino Caselle. Qui 250 persone presenti sono state allontanate e la messa in sicurezza e le operazioni di bonifica hanno tenuto impegnate forze dell’ordine e artificieri. Nessun volo è stato cancellato.





