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lunedì, 24 Giugno 2024

Elly Schlein e il suo Pd: “Difenderemo i poveri e la sanità pubblica”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“I gazebo vincono sui circoli”.  È il commento che ha accompagnato l’inattesa e sorprendente risultato delle  primarie con la vittoria di Elly Schlein come nuova segretaria del Pd. I dati la vedono prevalere con il quasi 60% dei consensi dei consensi su Stefano Bonaccini. 

Una grande prova di democrazia che ha visto oltre un milione di persone votare in una giornata piovosa in tutta Italia.

Per la prima volta una donna di 38 anni, da soli due mesi iscritta, è a capo del Partito Democratico e per la prima volta non diventa segretario il candidato più votato fra gli iscritti.

Una vera scossa di terremoto. Una scossa inattesa che rimette in gioco molte cose. “Il popolo democratico è vivo, c’è ed è pronto a rialzarsi con una linea chiara” è uno dei primi pensieri espressi dalla neo segretaria che ha definito la sua vittoria come una “nuova piccola rivoluzione”. Una guida fortemente identitaria, che qualcuno ha letto nella scia di Corbyn in Gran Bretagna e Melenchon in Francia, certamente più aperta al dialogo verso quel popolo progressista pentastellato senza il quale non sembrano esservi  sono molte speranze di invertire la rotta davvero a sinistra.

L’approccio di questa donna, con una personalità e uno spirito così lontano dai paludati “politici istituzionali”, ha saputo in pochissimo tempo saper parlare alla pancia di un’area politica delusa, coinvolgendo quel mondo giovanile e i tanti ormai preda dell’astensionismo, sempre più distanti da un partito che in questi anni ha perso consensi e appeal

Nel suo commento a caldo, carico di emozione, dalla sede del comitato “Parte da noi”, la Schlein cui ha elencato i temi chiave di impegno del suo programma: precarietà, salario minimo, sanità e scuola pubblica, giustizia climatica:  ”Organizzeremo l’opposizione per la  difesa dei poveri contro un governo che li colpisce, saremo a difesa della scuola pubblica nel momento in cui il governo tace davanti a una aggressione squadrista. Faremo barricate contro ogni taglio alla sanità”.

La Schlein ha ricevuto le immediate congratulazioni da parte di Giorgia Meloni: “Spero che l’elezione di una giovane donna alla guida di via del Nazareno possa aiutare la sinistra a guardare avanti e non indietro”, cui ha fatto da contraltare quel “Per il governo Meloni saremo un problema”, con cui la nuova leader dem ha indicato l’approccio di una nuova opposizione. Un fatto evidente anche nella sua presa di posizione sulla ennesima tragedia di migranti, sulle coste calabre a Cutro, per la quale ha puntato senza mezzi termini il dito contro il governo per quel decreto che impedisce i salvataggi in mare. 

Il suo discorso ha poi riguardato l’unità del partito “tenere insieme le culture senza rinunciare a una direzione chiara”, ringraziando Bonaccini, per il confronto alto e rispettoso. “Non dobbiamo tradire questa fiducia” e “lavoreremo per l’unità, il mio impegno è di essere la segretaria di tutte e di tutti, per tornare a vincere”. Con questo impegno ha concluso il suo intervento che intende portare il Pd a tornare ad essere referente per tante persone progressiste che non si riconoscono nel governo targato Lega e Fratelli d’Italia.  

 Questa inattesa vittoria va certamente in tal senso in quanto per un partito, ora di opposizione, reduce da continui insuccessi elettorali, è fondamentale trovare nuova linfa, energia, entusiasmo nel porsi come asse chiave di un’alternativa politica impegnata a contrastare e per tornare a vincere contro l’esecutivo più conservatore che abbia mai guidato il Paese.  

Gli osservatori di destra, nei primi commenti, hanno insistito sul fantasma di una possibile ennesima scissione a sinistra. Molto più aspre le reazioni e le riflessioni che emergono sul web dall’area moderata e in particolare dal terzo polo.

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