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lunedì, 27 Maggio 2024

Edilizia, Cgil: “4mila i posti di lavoro persi nel 2013: deve ripartire il settore”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La crisi continua a colpire. E uno dei settori che più ne risente in Piemonte è certamente l’edilizia. Quarantamila i posti di lavoro persi e diverse migliaia le aziende che sono state costrette a chiudere.
Si parla di “profondo rosso” e a denunciare la situazione è la Fillea, il sindacato di settore della Cgil.
«Nel solo 2013 i posti persi sono stati oltre 4mila – dice Lucio Reggiori, segretario generale Fillea-Cgil Piemonte – e le previsioni per il 2014 dicono che vi sarà un ulteriore calo. Se non riparte il settore – sostiene – sarà ancora più difficile uscire da questa crisi».
Numeri importanti e allarmanti che però sono passati sotto traccia: «Per avere visibilità – prosegue – i lavoratori sono saliti su ciminiere e gru a decine di metri di altezza, anche in condizioni avverse, mettendosi in situazioni di rischio, perché altrimenti sarebbero stati ignorati o non considerati».
Tra le cause della crisi, secondo il segretario regionale della Fillea Cgil, ci sono la mancata realizzazione delle grandi opere: «Basti pensare – dice – al Piano Città di Torino e Settimo Torinese, al Traforo del Col di Tenda, alla Pedemontana di Biella, alle opere di manutenzione di strade e autostrade».
«Occorre mettere in campo progetti per gli alloggi popolari con le ristrutturazioni del patrimonio esistente e il recupero di aree e alloggi oggi dismessi, al rigenerazione dei centri urbani e dei centri storici, favorendo ristrutturazioni e aggiornamenti, favorire con opportune politiche la messa in sicurezza delle abitazioni, le opere per il risparmio energetico e la coibentazione. Solo con queste misure – sostiene la Fillea Cgil – il settore si riprenderebbe senza ulteriore consumo di suolo».
Ma per Reggiori non è l’unica soluzione: «Il riutilizzo dei siti produttivi dismessi, ma sempre ai fini produttivi, o la bonifica, un altro dei campi d’intervento per i prossimi dieci anni o forse di pi—, vista la natura delle bonifiche e il numero dei siti da bonificare».
In merito al contratto di lavoro nazionale, che Ance e cooperative non vogliono rinnovare: «Questo è inaccettabile – conclude la Fillea Cgil – Dopo lo sciopero e la manifestazione di Milano, il 2014 inizierà con la continuazione dello stato di agitazione e le ulteriori iniziative per garantire il diritto al contratto e al mantenimento dei diritti dei lavoratori».

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