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mercoledì, 29 Maggio 2024

Drughi bianconeri a Mariella Scirea: “La Curva non si chiamerà più Scirea, ma anche lei cambi cognome”

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Gli ultras bianconeri si scagliano contro Mariella Scirea, la moglie di Gaetano, lo storico e indimenticabile capitano della Juve simbolo di correttezza sportiva e morto in Polonia in un tragico incidente del 1989.
La vedova, nei giorni scorsi, aveva chiesto che la curva sud, intitolata proprio alla memoria del marito, cambiasse nome a causa di alcuni cori che vengono urlati.
E cosi i drughi hanno contrattaccato pubblicato una lettera dai toni accessi sul loro sito: «Varcò la soglia di Montecitorio grazie alla sua condizione di vedova di un grande campione, non certo per le sue qualità e tantomeno per la sua preparazione».
Nella lettera si legge poi che «i cori incriminati, cantati da tutti da più di 20 anni, vengono intonati a pieni polmoni anche nella Nord, solo che quel settore dello stadio è riservato ai Club Doc ed indovinate chi è presidente del centro coordinamento? Bravi, proprio la signora in questione che preferisce tacere per evitare di doversi dimettersi da un incarico evidentemente ben remunerato».
«Ovunque, dal sito della società compreso ai biglietti, passando per le indicazioni stradali fino agli abbonamenti, si parla sempre e solo di Tribuna Sud – continuano gli ultras – Il nome di Gaetano Scirea non è mai contemplato quindi non capiamo come faccia a togliere qualcosa che semplicemente non esiste. Su una cosa siamo tutti d’accordo: giusto evitare tutti di strumentalizzare un Campione amato da tutti».
L’accesa risposta alla vedova Scirea si chiude con una provocazione: «Accettiamo l’invito (ribadiamo invito perché non esiste un documento ufficiale che ne abbia decretato l’intitolazione al marito) della signora e da ora in poi il cognome Scirea non identificherà più il settore più vero e sincero dello Stadium, ma anche lei facesse altrettanto tornando a farsi chiamare con il cognome da nubile: Cavanna».
«L’incompatibilità – tuonano – con il ruolo attuale di presidente del centro coordinamento, pertanto La invitiamo alle ovvie conclusioni di dimissioni inequivocabili».

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