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venerdì, 24 Maggio 2024

Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): cos’è e per chi è obbligatorio?

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Il Documento di Valutazione dei Rischi è un documento importante nell’ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Negli ultimi anni è cambiato molto il modo di considerare la sicurezza sul lavoro: rischi sul luogo di lavoro non sono più un evento da risarcire, quanto un’eventualità da prevenire in modo puntuale e proattivo. Proprio in questa ottica la normativa in materia di sicurezza sul lavoro ha previsto come obbligatoria (salvo alcuni casi specifici) la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

In questo documento, dopo un’attenta analisi della realtà aziendali, si trovano indicati e valutati quelli che sono i rischi che corrono i lavoratori nell’ambito dell’attività aziendale. Oltre a individuare i rischi relativi a sicurezza e salute, nel DVR vengono anche identificate le misure che sono state (oppure verranno) messe in atto per ridurre o eliminare tali rischi.

Documento di Valutazione dei Rischi: per chi è obbligatorio?

Molti vogliono sapere se la valutazione dei rischi è obbligatoria, iniziamo dal dire che indipendentemente dal settore in cui si svolge l’attività d’impresa, il DVR è obbligatorio per ogni azienda che abbia nel suo organico, oltre al titolare, almeno 1 altro soggetto che può essere un socio lavoratore, un lavoratore con contratto a tempo determinato o anche un tirocinante.

Sono esentati dall’obbligo di redazione del DVR solo i lavoratori autonomi.

Per quel che riguarda i tempi entro cui è necessario preparare un DIVR, questi sono:

  • entro 90 giorni dall’inizio di una nuova attività;
  • immediatamente, se un lavoratore viene assunto in un’attività già avviata che non era soggetta all’obbligo di redazione del DVR.

Chi deve preparare il DVR?

Secondo la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) è il datore di lavoro a dover redigere il DVR. Questo documento va preparato dopo aver attentamente valutato e analizzato i diversi rischi che si possono riscontrare all’interno dell’azienda, anche in ragione della tipologia di attività svolta dai dipendenti, e prevede la collaborazione fra datore di lavoro e:

  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), se presente in azienda;
  • Medico Competente.

Nel caso in cui il datore di lavoro non abbia le competenze tecniche per la redazione del DVR, può rivolgersi a un tecnico specializzato nella materia, in modo che il documento sia preparato in modo conforme a quelle che sono le linee dettate dalla normativa in materia.

Cosa comprende il Documento di Valutazione Rischi?

Nel DVR vanno inseriti diversi dati, tra cui i più importanti sono:

  • L’anagrafica aziendale;
  • l’anagrafica delle figure che sono state coinvolte nella redazione del DVR;
  • il ciclo produttivo delle diverse attività svolte in azienda;
  • l’identificazione e descrizione delle mansioni esercitate dai dipendenti;
  • una relazione di valutazione dei rischi per ogni fase del processo lavorativo e per i dipendenti impegnati nelle diverse mansioni;
  • le misure messe in atto per prevenire i rischi e proteggere i lavoratori durante la loro attività, compresi i DPI da utilizzare.

Il DVR ha una scadenza?

Il Documento di Valutazione Rischi non ha una scadenza prefissata entro cui va rivisto. È però soggetto a revisione quando si verificano delle modifiche importanti nell’ambito di:

  • organizzazione del lavoro in azienda;
  • conferimento di nuove mansioni;
  • cambiamento nel processo produttivo;
  • acquisto o utilizzo di nuovi macchinari.

Inoltre, per alcuni rischi specifici (come rumore, vibrazioni, stress collegato al lavoro) sono previste delle scadenze periodiche entro cui procedere a una revisione.

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