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martedì, 25 Giugno 2024

Derby, almeno abbiamo salvato la dignità

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Lo dico con franchezza. Non nutrivo alcuna fiducia – ed era la prima volta dopo molti anni – alla vigilia per questo derby. La debolezza cronica di noi granata, soprattutto nella fase offensiva, nei confronti della “macchina da guerra” iuventina smorzava ogni entusiasmo. E come me, non erano entusiasti tutti quei “fratelli granata” che si sono addirittura rifiutati di acquistare il biglietto per recarsi a Venaria. Un presidio, comunque sia, era presente! Eccome se era presente!
Ma, al di là dei sentimenti personali, anche la migliore delle previsioni della vigilia  è stata smentita. Certo, conta il risultato finale e di nuovo i tre punti persi fanno male, come avviene purtroppo da ormai circa 20 anni. Ma, se vogliamo essere sinceri, chi mai avrebbe immaginato che mettevamo i “gobbi” in difficoltà, che non c’era affatto un dislivello a livello tecnico e a livello tattico, che ce la giocavamo alla pari, che abbiamo sciupato in goal – con Quagliarella – che un giocatore degli allievi regionali insaccava, che abbiamo beccato un tiraccio fatale di Pirlo al 94°, che eravamo con un uomo in più perché i bianconeri erano nervosi e in palese difficoltà ecc. ecc. Chi mai l’avrebbe immaginato alla vigilia? Pochi se non pochissimi. Anche perché, il “tremendismo granata” che scoppiava proprio nei derby è ormai un pallido ricordo del passato, il carisma intatto di giocatori e bandiere come Pulici, Claudio Sala, Cereser, Ferrini, Agroppi, Junior, Ferrante e molti altri sono ormai consegnati alla storia, e la stracittadina è ormai una partita come tante altre, seppur condita da ricordi incancellabili e memorabili…. E invece no! Questo derby, visto solo e rigorosamente alla Domenica Sportiva, mi ha fatto riassaporare il vecchio clima, le vecchie abitudini, il vecchio clichè, facendo riscoprire – per l’ennesima volta – la tradizionale  e sempre fresca “appartenenza” granata. Che sia la volta buona che qualche rimasuglio del “tremendismo granata” ritorni a brillare anche all’Olimpico e nella nostra storia recente, un po’ grigia e un po’ incolore?
Se il derby, l’ennesimo, perso al 94° serve almeno a questo, ben venga anche questa stramaledetta sconfitta. Almeno saremo pronti per la gara di ritorno. E lì saremmo nuovamente tutti allo Stadio. Come lo saremo già sabato prossimo contro il Palermo.

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