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giovedì, 23 Maggio 2024

Davide Bono, in mille in piazza Castello per il candidato del M5s

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Davide Bono riempie mezza piazza Castello. Il capogruppo a Palazzo Lascaris del Movimento 5 Stelle, in comizio oggi a Torino per la campagna elettorale per le elezioni regionali del 25 maggio, è stato accompagnato anche dalla deputato Laura Castelli. I cui toni, fin dal principio, sono stati accesi, tra sfottò e ilarità della platea. «Renzi a pochi chilometri da qui ha detto che saremmo stati quattro gatti» ha urlato la Castelli, subito applauditissima da una folla facile al delirio. Presenti oggi, tra le circa mille persone in piazza, anche i consiglieri comunali di Torino Chiara Appendino e Vittorio Bertola e il deputato Alessandro Di Battista, popolarissimo tra gli elettori del M5s.
Nel frattempo, in attesa del 17 aprile, quando Grillo arriverà sotto la Mole, la città si riempie di manifesti con le facce di Sergio Chiamparino, sfidante di Bono per il Partito Democratico, e Piero Fassino, attuale sindaco, e le scritte “Indebitator e liquidator: se li conosci li eviti”. Proprio quando il leader del M5s, impegnato a Padova con lo spettacolo “Te la do io l’Europa”, strizza l’occhio alla Lega Nord e ai secessionisti veneti. («Non vengo qua a prendervi per il culo per i carrarmati. La secessione non la combatti arrestando la gente ma facendo credere in uno stato che non c’è più. Se farete un referendum per la secessione, sono con voi», sue testuali parole).
Davide Bono, salito sul palco subito dopo la Castelli, ha dovuto rispondere all’insidiosa domanda di uno dei presenti, che gli ha chiesto se è quanto detto oggi da Sergio Chiamparino (con Matteo Renzi al Palaolimpico), e cioè se è vero che con i grillini al potere il Piemonte diventerebbe la regione dei no. «No», ha risposto lui senza scendere in dettagli. Per poi spiegare: «Noi siamo profeti di buone idee, delle proposte sul trasporto pubblico garantito, della sanità pubblica, del reddito minimo garantito. Chiamparino dice così perché ha paura di perdere».
Bono, come da programma, non ha risparmiato  stilettate agli avversari. Prima un altro attacco al candidato del Pd («Chiamparino è un banchiere, l’uomo dei poteri forti. Quando gli chiedono chi è Marchionne, lui risponde: Ci andavo a giocare a carte. Vogliamo questo da un presidente della Regione?»); poi è il Carroccio a finire nel suo mirino («La Lega contro Roma ladrona ha fatto peggio della sinistra e della destra messe insieme»).
Dopo è il momento dei temi chiave della campagna elettorale, a partire dalla sanità. «Noi dobbiamo entrare lì dentro e per prima cosa mettere a posto – ha detto –  Noi abbiamo studiato un software che permette di mettere in rete i medici di famiglia. Risparmiamo così i soldi e poi torniamo ad assumere negli ospedali. Il fedelissimo di Grillo e Casaleggio parla anche di ambiente, lavoro e turismo. «Dobbiamo saper attrarre – ha continuato – Dobbiamo proteggere le aziende che abbiamo. Alla Lega che diceva che con la cultura non si mangia, noi rispondiamo che sono palle. La cultura aiuta a farci sentire popolo e comunità». Infine la l’alta velocità, da sempre uno dei cavalli di battaglia del M5s: «Noi siamo e sempre saremo contro il Tav. Non c’è nessuna distinzione tra noi e il movimento No Tav».
Attesissimo, ovviamente, l’intervento di Alessandro Di Battista, ormai volto e bandiera del Movimento. «Partecipare – ha concluso – è importantissimo. Studiare e valutare tutto. Altra cosa importantissima è creare sovranità. Questo dovremo portare in Europa. Sovranità energetica, alimentare, politica, dell’informazione. E’ la nostra battaglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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