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lunedì, 20 Maggio 2024

Dal consiglio comunale di Torino un No ai Cie

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Dopo il Consiglio regionale anche quello comunale di Torino di No ai Centri di Identificazione ed espulsione, i Cie.
«Vanno chiusi in quanto sono inefficaci e diseconomici» è quanto emerge da una mozione, sottoscritta da Eleonora Artesio capogruppo della lista “Torino in Comune”, da Francesco Tresso della “Lista civica per Torino” e da alcuni consiglieri del Movimento Cinque Stelle, che non prevede l’ampliamento e il riutilizzo del Cie di corso Brunelleschi.
«I Cie non risolvono il problema dei flussi migratori, né di coloro che risiedono irregolarmente nel nostro Paese», spiega la consigliera M5S Daniela Albano.
«I 55 milioni che lo Stato spende all’anno per i Cie andrebbero usati per progetti di inclusione e per il presidio del territorio, in particolare nell’area ex Moi», aggiunge Albano.
«Al posto di corso Brunelleschi bisognerebbe costruire un’altra struttura, grande il doppio, fuori Torino e collocarvi chi ora risiede al Moi per avviare le espulsioni», sostiene al contrario il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca.
Per il capogruppo Pd Stefano Lo Russo, i Cie vanno «ripensati, ridimensionati e diffusi sul territorio, Torino non può tirarsi fuori dalla questione in maniera demagogica».

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