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mercoledì, 22 Maggio 2024

Cuneo, voleva bere una bibita di nascosto: prosciolto dopo 6 anni di calvario

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Redazione
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Due mesi di carcere per aver bevuto una bibita dal costo di 1,29 euro senza prima averla pagata, e sei anni di iter giudiziario. Alcuni potrebbero stentare a crederci, mentre altri, della giustizia italiana e dei suoi paradossi ormai, non si stupiscono più.
Questa è la storia di Youssef M., 38 anni di origini marocchine, nel 2009 condannato in primo grado dalla Corte d’Appello di Mondovì, in provincia di Cuneo, per aver bevuto un’aranciata di soppiatto all’interno di un supermercato. Una vicenda diventata un caso giudiziario che ha diviso come prevedibile che fosse, l’opinione pubblica.
Oggi però, è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere per la condanna dell’uomo, così come aveva chiesto la difesa sulla base di alcune considerazioni in punta di diritto. «Per poter bere, l’imputato aveva strappato la linguetta della lattina, e la linguetta, a differenza di quanto sancito dal tribunale, non è un “sigillo”: quindi si tratta solo di un tentato furto e non si può celebrare il processo per mancanza di querela» e dopo sei anni lunghi anni, la giustizia italiana ha fatto il suo corso e il 38enne di Mondovì può scrivere la parola fine sulla vicenda.
Sicuramente Youssef non pensava che il gesto gli sarebbe costato tanto. Una scorrettezza sicuramente, ma che forse avrebbe potuto risolversi in qualche altro modo, ad esempio facendo pagare la bibita all’uomo, smascherato dalle telecamere di sorveglianza e segnalato alle forze dell’ordine, tanto che anche l’avvocato che ha firmato il ricorso in appello, Fabrizio Bruno di Clarafono, ha dichiarato ironicamente: «Ma non bastava fargliela pagare?».

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