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domenica, 9 Maggio 2021

Covid, ecco le mascherine marocchine della Miroglio per i piemontesi

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left.

In alcuni condomini di Torino sono arrivate le tanto attese mascherine per l’emergenza Coronavirus, della Regione Piemonte. Tra le prime ci sono quelle prodotte, come è ben visibile sull’etichetta, in Marocco.

Si tratta delle mascherine della Miroglio Fashion, che insieme alle aziende Casalinda e Pratrivero, ha avuto l’appalto per la realizzazione di cinque mila mascherine lavabili da distribuire gratuitamente ai piemontesi.

Ma se la Casalinda e Prativeo per la propria produzione si avvalgono di una filiera anche fuori dal territorio piemontese, ma sempre dentro i confini della Nazione, lo stesso, come detto, non vale per la Miroglio, che su due milioni di mascherine 350 mila sono marocchine.

L’azienda di Alba, va ricordato, per le dipendenti italiane, vista l’emergenza Coronavirus, aveva chiesto la cassa integrazione in deroga. Non solo. A metà aprile era nata una querelle con i rappresentati Filcams Cgil che denunciavano il fatto che la Miroglio si sarebbe rifiutata di anticipare l’erogazione della cassa.

Accusa che la Miroglio aveva respinto, sostenendo che per legge non poteva anticipare l’erogazione, visto l’inquadramento nel settore Commercio e al contratto applicato alle dipendenti dei punti vendita, circa 900 in Italia.

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