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venerdì, 31 Maggio 2024

Costigliole d'Asti, sul caso Elena Ceste più clamore dei media che la verità

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

I giorni continuano a scorrere e a breve sarà un mese da quanto Elena Ceste, 37 anni, è scomparsa dalla sua casa di Motta, frazione di Costigliole d’Asti. Ma ad oggi della donna, madre di quattro figli, non si sa ancora nulla. Dove sia, perchè e magari con chi.
E se sulle colline piemontesi la neve che le ricopriva a fine gennaio si è sciolta e ha lasciato spazio ai primi raggi di sole che annunciano che la primavera si avvicina, nel piccolo paesino nulla è più come prima.
Rumore e silenzio allo stesso tempo. Questo è Motta da quando la mattina del 24 gennaio Elena ha fatto perdere le sue tracce. Già, poche centinaia di abitanti della provincia piemontese sono stati scaraventati in pochi istanti al centro del mondo. Così come era successo a quel lembo di estremo sud d’Italia che è Avetrana, alla riservata Brembate nel bergamasco e ancora prima a Cogne, arroccata sui monti valdostani, o a Garlasco nella provincia lombarda. I più grandi misteri sembrano essere racchiusi nei luoghi più piccoli.
Così, chi passa per le stradine in salita di Motta in questi giorni esclama: “Ci sono più giornalisti che abitanti”. Ogni giorno una nuova troupe televisiva arriva e fa a turni con le altre per delle riprese davanti a quel cancello da cui è sparita Elena. I bar mai come ora hanno fatto affari, gremiti di giornalisti, ormai costretti a ordinare solo caffè d’orzo per la troppa caffeina in corpo, che battono sulle loro tastiere, controllano appunti, si scambiano opinioni.
Rumore mediatico, dunque. Ma tutto il resto è silenzio. Un po’ come quella riservatezza per cui Elena Ceste era nota in paese, dove viveva da dieci anni, ma in cui pochi la conoscevano. Un po’ come quello degli inquirenti che al momento sanno solo dire che escludono che la donna sia stata portata via con la forza, ma che «non ci sono elementi precisi che ci indichino una pista specifica» come ha spiegato il Procuratore capo di Asti Giorgio Vitari.
Ma il silenzio è anche tra le mura di quella casa, che non raccontano nulla se non di una donna dedita al suo ruolo di madre e moglie, e tra quelle vie che si diramano tra paese e campagna e dove nemmeno i cani molecolari hanno fiutato tracce della trentasettenne.
L’ultima speranza è che a parlare sia il pc di Elena, su cui in queste ore si stanno concludendo gli ultimi accertamento. Quel computer a cui affidava tante ore del suo tempo, specie sui social network proprio dove si sospetta abbia conosciuto qualcuno che abbia a che fare con questa misteriosa scomparsa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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