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domenica, 19 Maggio 2024

Fine delle consultazioni, sabato la nuova squadra di governo

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«La maggioranza di riferimento del governo è quella che ha sostenuta il governo uscente. Questa sera andrò dal Capo dello Stato per riferire dell’andamento delle consultazioni e domani mi prenderò 24 ore per redigere un documento programmatico». Così Matteo Renzi durante la conferenza stampa che ha chiuso le consultazioni del nuovo premier di questi ultimi giorni. Entro sabato la nuova squadra di governo, lunedì invece la fiducia.
Si chiamano dunque fuori Forza Italia, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia e Sel, ma cambiano toni e disponibilità. Se il leader di Sinistra ecologia e libertà già nei giorni scorsi aveva ribadito che il suo partito non poteva entrare a far parte di larghe intese che coinvolgessero anche Silvio Berlusconi, di fatto questi ribadisce la volontà di Fi di rimanere all’opposizione pur tenendo aperta la porta alla collaborazione per le riforme costituzionali.
Plauso dalla parlamentare Fi Michela Biancofiore che, pur con molta cautela, si dice speranzosa di aver trovato unn leader di sinistra che vada in controtendenza e che non faccia dell’antiberlusconismo il suo cavallo di battaglia. «Continuo a sperare – ha concluso la Binacofiore – che lui sia un marziano vero, anche se siamo a Carnevale».
Deciso il no del M5s la cui linea, nel caso l’intervento di oggi di Grillo non fosse stato abbastanza trasparente, è stata ribadita dal deputato Luigi Di Maio tramite Twitter.
«Oggi il Movimento 5 Stelle è andato alle consultazioni di Renzi. Non avevamo niente da dirgli e questo già lo sapevamo: le consultazioni si fanno per formare un Governo (noi non abbiamo nessuna intenzione di appoggiare l’avatar di De Bendetti). Non c’era nient’altro da dire: sono persone senza credibilità che aspetteremo alla prova dei voti in Aula».
Altrettanto caustica Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, che continua a esprimere la sua insofferenza nei confronti dell’ennesimo presidente del Consiglio che non ha ricevuto il suo mandato dagli elettori. Ma, a irritare la Meloni è anche l’accordo di Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale.
«Penso con un po’ di tristezza a quelli che alle primarie sono andati a spendere due euro per votare Matteo Renzi segretario del Pd, per poi farsi dire oggi che nella legge elettorale non si possono mettere le preferenze perché Berlusconi non le vuole» ha commentato la parlamentare nel corso della trasmissione di La 7 “L’aria che tira”.
«A Renzi – continua la Meloni – abbiamo ribadito che vorremmo andare alle urne con una legge elettorale scritta nell’interesse degli italiani che votano e non nell’interesse dei partiti che la scrivono». E per dimostrare che Fratelli d’Italia vuole andare in direzione opposta, ha concluso, i prossimi 22 e 23 febbraio, il partito terrà delle primarie in tutto il Paese per la scelta del presidente nazionale, dei grandi elettori del congresso nazionale, del nuovo simbolo e di alcune questioni dirimenti sui temi politici.

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(Alessandra Del Zotto)

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