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venerdì, 12 Agosto 2022

Coronavirus, dietrofront della Lega sulla Commissione di inchiesta. Grimaldi (LUV): “Lega piemontese più pavida di quella lombarda”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Stecco, a nome della principale forza di maggioranza, ora al posto della Commissione d’inchiesta propone un’indagine conoscitiva presieduta da lui stesso, già Presidente della Commissione Sanità e membro della stessa task force. Senza nessun imbarazzo: se la canta e se la suona da solo. La Lega piemontese è più pavida di quella lombarda, da cui ha copiato tutto tranne la scelta di fare chiarezza” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando la mozione proposta oggi in Aula dalla Lega, in risposta a quella delle opposizioni (la 286: “Istituzione una Commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid19 in Piemonte)”.

“Davanti a quasi quattromila morti, a circa 30.000 casi di Covid in Piemonte, ai ritardi nei tamponi, alla strage nelle Rsa e all’assenza totale di sorveglianza attiva che hanno caratterizzato una fase 1 in cui non abbiamo saputo proteggere più fragili e chi lavorava per tutti noi” – prosegue Grimaldi, – “la Lega fa dietrofront sulla Commissione d’inchiesta, nonostante l’intervista di ieri del Segretario Regionale Molinari, che invocava ‘la massima trasparenza’ e dava il via libera da parte del principale partito di maggioranza alla creazione di questo organismo richiesto da tutte le forze di opposizione e inserito all’ordine del giorno della seduta oggi in Aula. Mentre noi stiamo conducendo un serio lavoro, nel quale abbiamo fornito documenti sulla gestione dell’emergenza nelle Rsa alla stessa Procura, la Lega ha deciso di far fare al suo Presidente di commissione qualche audizione: come dare allo Sceriffo di Nottingham il mandato di indagare sui soprusi del Principe Giovanni”.

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