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lunedì, 27 Maggio 2024

#coglioneNo – I creativi esigono rispetto con una campagna pirata

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

#coglioneNo è la campagna lanciata dal collettivo Zero per la tutela dei lavori creativi che sta spopolando sui social network perché, a parte l’eccellente ideazione e realizzazione, probabilmente in molti vi si riconoscono.
«Te lo dico onestamente, per questo progetto non c’è budget, però ti offro una grande occasione di visibilità». È la frase presente in tutti i video virali ed è una delle tante frasi che un freelance si sente ripetere quando non viene pagato.
Sono tre i video che incarnano scene che molti di noi hanno già vissuto ma è il paragone a funzionare: perché il lavoro dell’idraulico, del giardiniere, dell’antennista viene riconosciuto come tale mentre un creativo viene pagato solo con la “visibilità”? La creatività non ha valore?
«#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.
Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni».


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