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domenica, 9 Maggio 2021

Città Salute, nove mediatrici perdono il posto

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Icardi risponde a Canalis (Pd): “Ma la Cooperativa ha ignorato il blocco licenziamenti”

Il 31 dicembre 2020 nove mediatrici culturali in servizio presso la Città della Salute di Torino hanno perso il contratto di lavoro stabile, a seguito del cambio appalto del servizio passato dalla cooperativa Senza Frontiere alla cooperativa Eurostreet di Biella. Con un’interrogazione urgente Monica Canalis (Pd), ha chiesto quali azioni la Giunta intenda mettere in atto  per tutelare le lavoratrici licenziate e garantire la continuità del sevizio di traduzione e supporto ai cittadini stranieri  e al personale sanitario e amministrativo dell’azienda sanitaria,

“Ci risulta che a licenziare le mediatrici culturali sia stata la cooperativa “Senza frontiere” prima del subentro della nuova operativa Eurostreet, ignorando quanto previsto nella  legge di bilancio 2020 che estende il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 – ha precisato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi -. La stessa direzione della Città della salute, a fine gennaio, nel corso di un tavolo tra le parti, ha ribadito il rispetto della clausola sociale  sull’assorbimento del personale presente. Inoltre il capitolato di gara per il servizio di mediazione culturale risulta esser stato modificato in base alle reali esigenze sanitarie di mediazione, esigenze che  non necessariamente coincidono con la percentuale di stranieri sul territorio piemontese. In considerazione della poliedricità del contesto sociale, le nuove modalità di servizio prevedono sia  mediatori in presenza attiva, sia da remoto. Tuttavia la Regione si impegnerà ad accertare nelle prossime settimane, se siano state  intraprese azioni contra legem, identificando eventuali responsabilità  e valutando le conseguenze”.

“Siamo in presenza di una gara che fa acqua da tutte le parti, in cui per l’ennesima volta sono i lavoratori a pagare sulla propria pelle un cambio appalto nelle aziende pubbliche del Piemonte. Con in più l’aggravante della pandemia che avrebbe dovuto alzare il livello di attenzione e vigilanza, invece che ridurla – ha dichiarato Canalis – Già nel mese di aprile di un anno fa avevo sollevato il problema relativo alle mediatrici e ai mediatori culturali che lavorano nella sanità regionale. Le altre Asl hanno mantenuto il servizio, considerandolo parte integrante e strutturale di quello sanitario, non equiparabile al mero interpretariato. Perché invece l’Azienda Ospedaliera Città della Salute di Torino, ha deciso di colpire questo senza neppure vigilare sulla continuità occupazionale? L’assessore regionale Luigi Icardi nella sua risposta ha garantito che verificherà la vicenda, da parte mia monitorerò attentamente che questo accada”.

Durante i question time è stata data risposta anche alle interrogazioni di Daniele Valle (Pd) sul CDA dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; di Silvio Magliano (moderati) sul vaccino anti-Covid prioritario per Clero e Volontari operanti nelle politiche sociali; di Ivano Martinetti (M5S) sulla valutazione Impatto ambientale di modifica dell’impianto di trasformazione e valorizzazione di sottoprodotti animali mediante aggiunta di un sistema di combustione (inceneritore) alimentato a farine animali con richiesta di aumento dei quantitativi trattati a Ceresole d’Alba; di Domenico Rossi (Pd) sul sistema di verifica e monitoraggio della campagna vaccinale per evitare lo spreco di dosi disponibili; di Francesca Frediani(Movimento 4 ottobre) sull’attività di prevenzione e controllo degli ospiti nelle RSA; di Sean Sacco (M5S) su quali azioni per la riapertura della linea Novara – Varallo; di Sarah Disabato (M5S) sul garantire tempi certi per il completamento dell’opera di ristrutturazione di Villa 6 a Collegno.

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