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lunedì, 20 Maggio 2024

Centro sinistra e centro destra, ma esistono ancora?

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Giorgio Merlo

Ma il centro destra e il centro sinistra esistono ancora? La domanda non è affatto peregrina perché i tradizionali schieramenti, di fatto, sono ormai saltati per aria. L’attuale Governo, tanto per fare un esempio concreto, si regge su una maggioranza che contempla al suo interno un partito – ovviamente singolare e anacronistico – che si chiama Nuovo centro destra e dice di essere “alternativo alla sinistra”. Senza essere al Governo, ma puntellandolo quando serve, è nato un raggruppamento – quello guidato da Verdini – che, altrettanto chiaramente, appoggia apertamente le scelte del Governo pur provenendo dal centro destra. Mentre Sel e altre formazioni di sinistra che si sono staccate dal Pd sono finite all’opposizione.
Sul fronte del centro destra continuano sovrani il caos e la confusione. È sufficiente gettare lo sguardo alle candidature nelle principali città italiane e non si capisce, in alcune realtà, se sono state fatte per far vincere meglio il Pd o per non dare fastidio ai candidati cosiddetti “alternativi”. Non faccio nomi perché sono sotto gli occhi di tutti. Del resto è un vizio antico. Basta ricordare la candidatura di Rocco Buttiglione a sindaco di Torino nel 2006 per conto dello schieramento di centro destra per avere un precedente illustre al riguardo… Anche se in quel tempo era un’eccezione nazionale.
Ora, senza entrare nei particolari di una vicenda politica sempre più intricata e contraddittoria, resta aperta una domanda di fondo. E cioè, c’è ancora la percezione che esiste una profonda differenza politica, culturale, programmatica e forse anche etica tra il centro sinistra e il centro destra? Oppure è giunto il momento di prendere atto, senza ipocrisia e senza cadere nella propaganda, che si è aperta definitivamente un’altra fase politica dove le differenze del passato – al di là del protocollo e delle dichiarazioni ufficiali – sono ormai archiviate? Certo, la risposta a questa domanda ne richiama immediatamente un’altra: esiste ancora una profonda diversità politica tra la destra e la sinistra oggi in Italia?
Io credo, al di là – ripeto – dell’ufficialità e del protocollo, che il tradizionale centro destra e il tradizionale centro sinistra sono ormai etichette che non appartengono più all’attuale fase politica italiana. Ci sono decine e decine di esempi quotidiani che confermano questo assunto. Del resto, sono altre le categorie politiche che oggi caratterizzano e segnano il confronto politico: innovazione contro conservazione, modernizzazione contro restaurazione, rottamazione contro continuismo ecc.
Insomma, senza soffermarsi sulle dichiarazioni di rito e da campagna elettorale utili per tutti coloro che devono giustificare le vecchie appartenenze politiche per guadagnare e consolidare consensi e rassicurare gli “antichi” elettori, forse è giunto il momento per aprire un grande – e soprattutto un vero e franco – dibattito per mettere definitivamente sul tappeto le questioni che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Fuorchè si ritenga normale quello che capita oggi. E cioè, lo ripeto per evitare equivoci: un pezzo della sinistra è all’opposizione del Governo del Pd ed è, a sua volta, sostituito da un pezzo di centro destra. Il tutto condito da passaggi quotidiani dal centro destra al Pd e dintorni e situazioni locali dove la confusione e il disorientamento sono ormai fenomeni strutturali e non più contingenti.
Forse è bene parlarne con franchezza se vogliamo riscoprire la bellezza della politica. E soprattutto se vogliamo salvaguardare anche il pensiero politico e le tradizioni politiche e culturali del nostro paese.

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