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giovedì, 9 Aprile 2020

Caso Songa, Furia (PD): “Il civismo e la destra di oggi sono incompatibili”

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Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

Il segretario regionale del Partito Democratico piemontese, Paolo Furia, prende spunto dalla vicenda che ha coinvolto il presidente Atc del quadrante nordest del Piemonte (Novara-Biella-Vercelli-Verbania).
Il presidente Luigi Songa, nominato recentemente dalla giunta Cirio, è finito nell’occhio del ciclone con tanto di richiesta di dimissioni perchè dopo che gli era stata contestata la presenza di libri di Mussolini nel suo ufficio Songa ha affermato che per lui non era un’offesa essere definito fascista e che non ha «mai e che non ha mai nascosto chi sono».
«L’aumento in Italia negli ultimi mesi di manifestazioni neofasciste ci costringe a richiamare alcuni fatti – afferma Furia – il fascismo non è un’idea come le altre, ma una realtà del passato, incompatibile con la libertà, la democrazia e la sicurezza delle persone; secondo la Costituzione, l’apologia di fascismo è reato. Quando a professarsi fascista è un uomo delle istituzioni, peraltro nominato da un Presidente di Regione che si suppone moderato, la cosa è doppiamente grave. Essendo l’apologia di fascismo un reato, riteniamo peraltro ci siano le condizioni perché il Presidente venga dimissionato d’ufficio».
Il segretario del Pd piemontese prosegue: «Il dato politico che mi interessa sollevare è tuttavia un altro. Si è fatto recentemente un gran parlare sulla possibilità che, a Torino come a Novara, la destra, considerata da alcuni la favorita delle prossime elezioni amministrative 2021, possa giocarsi la carta di un “candidato civico”. Talvolta viene usato anche l’esempio del moderato ed empatico Cirio, come esemplare di un centrodestra che sa essere “civile” e attrarre i “civici”. Credo che il caso della nomina a Presidente di una ATC di un fascista dichiarato, come anche la scelta della Giunta Cirio di lavorare su una proposta reazionaria come Allontanamento Zero, oppure la decisione della maggioranza a trazione leghista di tenere bloccati i lavori del Consiglio per un mese per i capricci di Salvini sulla proposta di un referendum sulla legge elettorale nazionale, dimostrino che non è possibile nessuna operazione civica intorno a questa destra».
Infatti per Furia «La destra estrema ed estremista utilizzerebbe un eventuale candidato civico alla carica di Sindaco di Torino o di Novara come un cavallo di Troia per portare avanti, coperta da un volto credibile, i propri reazionari e sovversivi propositi. Questa destra fascista, parafascista, revisionista è incompatibile non solo con la democrazia, ma anche con la moderazione, il pragmatismo e l’efficienza tanto decantati dal Presidente Cirio. Apprezzo sinceramente l’empatia e la disponibilità umana del Presidente, che risponde sempre al telefono se lo si cerca: ma se poi ci nomina un fascista dichiarato a presiedere un’istituzione, permette a una sua Assessora di condurre una campagna denigratoria contro i servizi sociali e consente alla Lega di tenere bloccato il Consiglio Regionale, della sua disponibilità umana il Piemonte se ne farà ben poco».
Furia conclude affermando che «ora non ci sono più alibi: con questeperformances, davvero non credo che qualche moderato, qualche civico o qualche affidabile professionista, possa pensare di farsi rappresentare, o peggio di rappresentare, una destra di questo livello».

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