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giovedì, 24 Settembre 2020

Caso Pasquaretta-Salone del Libro, avviso di garanzia per Chiara Appendino

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

Nuovo avviso di garanzia per la sindaca di Torino Chiara Appendino, dopo quello per la vicenda Ream e per i fatti di piazza San Carlo. Questa volta la prima cittadina è stata iscritta al registro degli indagati per il caso legato al suo ex capo ufficio stampa Luca Pasquaretta e riguardante la consulenza da cinque mila euro per il Salone del Libro. L’accusa nei confronti della sindaca sarebbe di concorso in peculato.

La stessa Appendino ha raccontato di aver ricevuto l’avviso: «Per trasparenza nei confronti dei cittadini vorrei rendere noto che ho ricevuto un avviso di garanzia con riferimento alle indagini per la consulenza affidata dalla Fondazione per il Libro al mio ex capo ufficio stampa per un valore di 5000 euro lordi e che lui già restituì a suo tempo. Quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso».
«Nonostante questa posizione, quella consulenza venne comunque affidata dalla Fondazione. Secondo la ricostruzione dei pm, questa consulenza non fu poi svolta dall’interessato e, per questo, viene ipotizzato il peculato. Spetterà a lui difendersi e eventualmente ai giudici stabilire chi ha ragione. Nel mio caso si ipotizza il “concorso” nello stesso reato poiché, secondo i pm, la consulenza sarebbe stata affidata e pagata, cito testualmente, con il mio “accordo”. Sono tranquilla e, quando in settimana verrò ascoltata dai PM, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato», scrive Appendino.

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Chiara Appendino era stata ascoltata dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta, all’interno dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Gianfranco Colace, relativa alla consulenza di Luca Pasquaretta per il Salone del Libro 2017.

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Appendino si era presentata in Procura come persona informata dei fatti per il lavoro svolto dal suo portavoce e capoufficio stampa, accusato di peculato in concorso con Mario Montalcini, vicepresidente della Fondazione del Salone del Libro all’epoca dei fatti e di Giuseppe Ferrari, dirigente del Comune di Torino.

Una consulenza per 80 ore di lavoro in quindici giorni, dal 16 al 31 maggio 2017, pagata per una somma di cinque mila euro, restituiti da Pasquaretta dopo che la vicenda è venuta alla luce.

Secondo la Procura di Torino quella prestazione fu inesistente, visto che nello stesso periodo il portavoce di Appendino avrebbe timbrato il cartellino di presenze in Comune per circa 160 ore (in alcune giornate avrebbe lavorato a Palazzo di Città per 13 ore).

E sempre secondo i pm la sindaca non poteva non sapere di questa consulenza.

 

 

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