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mercoledì, 25 Novembre 2020

Caso Parco Dora, i pm vogliono procedere contro Pasquaretta. E lui pensa alle dimissioni

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Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

Sono state chiuse le indagini sull’allestimento del maxischermo a Parco Dora per la finale di Champions League Juventus-Real Madrid del 3 giugno 2017. Una vicenda in cui è indagato il capoufficio stampa e portavoce della sindaca Chiara Appendino. Per Luca Pasquaretta, che nei prossimi giorni potrebbe addirittura dare le dimissioni, i pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo avrebbero intenzione di chiedere il rinvio a giudizio, assieme ad altre tre persone, per il reato di “apertura abusiva di luoghi di spettacolo” e “invasione di terreni”.
Si tratta di un filone di inchiesta parallelo ai drammatici fatti di piazza San Carlo, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio della sindaca, del suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana, il questore Angelo Sanna e altre 13 persone, per i 1500 feriti e la morte di Erika Pioletti.
Sebbene a Parco Dora non ci fu nessun incidente, secondo le indagini della Procura per quell’evento non sarebbe stata chiesta nessuna autorizzazione e non ci sarebbe stata nessuna delibera dell’amministrazione.
Non solo: nessun funzionario del Comune di Torino si sarebbe occupato dell’iniziativa (a cui parteciparono pochissime persone), lasciando gestire l’organizzazione della serata al solo Luca Pasquaretta. Lui si sarebbe rapportato direttamente con Francesco Capra, gestore della società che ha curato l’allestimento di questo secondo maxischermo.
Come detto questi potrebbero essere anche gli ultimi giorni da portavoce e capoufficio stampa per Pasquaretta, anche se la scelta non sarebbe legata alla vicenda giudiziaria.
Infatti, potrebbe dimettersi prima della pausa estiva e non aspettare settembre come era stato ipotizzato quando si parlava di un suo passo indietro, dopo l’avviso di garanzia per la consulenza da cinque mila euro al Salone del Libro e l’accusa per il reato di concussione.
Luca Pasquaretta in queste settimane avrebbe continuato a lavorare  prendendo solo pochi giorni di ferie, che sono terminate prima del 25 luglio, come invece aveva annunciato all’inizio di luglio lo stesso portavoce. Tanto è vero che il giornalista ha lavorato in trasferta: a Roma, alla presentazione del dossier per la candidatura olimpica al Coni, quando ha accompagnato l’assessore Roberto Finardi e la delegazione torinese ed era al fianco di Appendino durante gli incontri con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il ministro della Cultura Alberto Bonisoli e soprattutto in quello con il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Intanto le opposizioni vogliono vederci chiaro su quella nota stampa, inviata ai giornalisti via WhatsApp il 20 luglio, in cui Luca Pasquaretta si firma “Responsabile delle comunicazioni per la candidatura alle Paralimpiadi e Olimpiadi 2026”. A questo proposito non esisterebbe questo incarico, di cui anche la sindaca non ne saprebbe nulla: il titolo sarebbe stato utilizzato solo esclusivamente dal Pasquaretta per far capire ai colleghi, che già lo conoscevano come ufficio stampa della prima cittadina,  di far riferimento a lui per tutto quello che concerne la candidatura olimpica di Torino.

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