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sabato, 19 Settembre 2020

Bartolomeo Bosco, una via per il prestigiatore torinese che affascinò l’Europa

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

Probabilmente poche persone a Torino ricordano il nome di Bartolomeo Bosco, illustre figlio della capitale sabauda che nella prima metà dell’Ottocento ebbe grande successo presso le corti di tutta Europa, tanto che qualcuno ha pensato che sarebbe il caso di dedicargli una via della città.

A raccontarci nel dettaglio chi è stato questo personaggio straordinario è il bresciano Alex Rusconi, direttore della rivista Magia, edita dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) autore del libro Bartolomeo Bosco, vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa (Florence Art Edizioni, 2017) che ce ne ha parlato al Salone del Libro di Torino, a margine di un incontro sull’Illusionismo.

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Chi era Bartolomeo Bosco?

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Possiamo dire che Bartolomeo Bosco è stato il più grande prestigiatore italiano di tutti i tempi. Nato a Torino nel 1793, dopo aver preso parte alle guerre napoleoniche ed essere stato prigioniero in Russia per diversi anni, nella prima metà dell’ottocento è diventato famoso in tutta Europa grazie ai suoi spettacoli innovativi e alla sua verve che mescolava le influenze dei vari paesi visitati. Il suo repertorio venne presentato nei più grandi teatri di Francia, Germania, Austria, Polonia, Spagna, Olanda, Russia e, naturalmente, Italia. Si esibì inoltre a Londra per la Grande Esposizione del 1851 e per numerose teste coronate. Fu il primo occidentale a portare il suo spettacolo in Turchia e conquistò il Sultano al punto che questi fece erigere a Costantinopoli il Teatro Bosco. Si produsse inoltre per il Vicerè d’Egitto che avrebbe voluto nominarlo mago di corte. Negli ultimi anni visse a Dresda, dove morì ed è tuttora sepolto

Un curriculum che oggi potremmo definire da superstar…

Era indubbiamente un artista carismatico, dal talento straordinario, abilissimo manipolatore, in grado di ammaliare ogni genere di pubblico, dai teatri alle corti imperiali. Era tale la sua popolarità che ispirò addirittura mode, con persone che parlavano e vestivano “alla Bosco”. Ed ebbe un tale successo che in alcune lingue il suo nome è sinonimo di “illusionista”. Un libro pubblicato nel 1851, Les Aventures de Bartolomeo Bosco de Turin, professeur de prestidigitation, mostra come fosse elevata la sua fama presso i contemporanei

Quindi anche un punto di riferimento per i suoi colleghi “maghi”?

Certamente. Lo stesso Harry Houdini, probabilmente il mago più famoso di tutti i tempi, aveva grande ammirazione per Bosco, tanto che nel 1903 acquisto la sua tomba e si occupò di farla restaurare. Ancora oggi molti prestigiatori si recano sul luogo a rendergli omaggio, mentre il circolo dei prestigiatori di Dresda ne cura la manutenzione. Anche il grande Charlie Chaplin, nei due soli film in cui interpretò il ruolo del prestigiatore, decise di chiamarsi Prof. Bosco, proprio per onorare questo grande italiano

Come è nato questo libro?

Dalla mia passione per la magia e l’illusionismo, dall’ammirazione per la figura di Bosco e da 15 anni di ricerche su articoli e recensioni dell’epoca, cercando di distinguere le notizie reali dall’aura leggendaria che circonda il personaggio. Naturalmente parlando di ogni aspetto della sua vita, non solo del suo lavoro sul palcoscenico. Tra uno spettacolo e l’altro, conosceremo la sua personalità, le sue tecniche promozionali, i suoi trucchi e il suo repertorio, ma scopriremo anche il suo rapporto con le mogli, la nascita dei figli (più di quanti si pensasse fino ad oggi), il rapporto con i colleghi prestigiatori, le avventure e le disavventure che, in alcuni casi, neanche il più fantasioso dei romanzieri avrebbe saputo inventare.

Dunque, un personaggio illustre e straordinario, al quale la sua città natale dovrebbe intitolare una via?

In realtà non esistono nel nostro paese vie dedicate ai prestigiatori ed è giusto che Bosco sia il primo, in particolare a Torino, che gli ha dato i natali.  L’idea è quella di raccogliere 1000 firme e con queste fare una richiesta ufficiale all’ufficio Toponomastica della Città di Torino, affiancato dai due Presidenti delle associazioni magiche torinesi più importanti: il Club Amici della Magia, uno dei circoli più antichi e più attivi dello stivale e il Club Bartolomeo Bosco.

Per chi fosse interessato, la petizione si trova su www.firmiamo.it

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