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venerdì, 22 Gennaio 2021

Assessore Protopapa: “Agricoltura e cibo a sostegno della ripresa del Piemonte”

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

Marco Protopapa, assessore all’agricoltura per la Regione Piemonte, ci parla del rilancio di un settore che ha subito una crisi pesante e su quali pilastri deve poggiare per un futuro più stabile.

Il 2020 è stato un anno di crisi economica per tutti i comparti produttivi, quali sono state le azioni della Regione a sostegno dell’agricoltura piemontese ? 

Attraverso il piano economico Riparti Piemonte,varato dalla Regione nel 2020, si è deciso di lanciare misure straordinarie a sostegno dei nostri agricoltori in emergenza Covid. Sono state rimodulate le risorse del Programma di sviluppo rurale per destinarle in modo specifico a favore delle aziende agricole, considerando che fin dalla prima ondata della pandemia tutti i settori, lattiero-caseario, vitivinicolo, ortofrutticolo, zootecnico e florovivaistico hanno subito immediatamente una contrazione delle vendite. Attraverso la misura Misura 21 del Psr 2014 – 2020, l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha aperto il bando con una dotazione finanziaria complessiva di 9,6 milioni di euro, rivolto in particolare agli allevatori di bovini da carne, alle aziende floricole e florovivaistiche ed agli apicoltori.

A sostegno del settore vino, che ha subito la contrazione delle esportazioni a causa dei lockdown e il calo delle vendita per la chiusura degli Horeca, l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha creato un bando di 4 milioni di euro per la distillazione di crisi per alcuni vini Doc e Docg che ne hanno fatto richiesta. Sono stati varati inoltre due distinti bandi per favorire l’esportazione e la vendita dei vini piemontesi verso paesi terzi extra europei. Al tempo stesso sono state effettuate azioni di comunicazione per promuovere il consumo dei prodotti agroalimentari piemontesi,  rafforzate dalla campagna di sensibilizzazione voluta dalla Regione e lanciata nel mese di dicembre 2020 che invita i cittadini piemontesi ad acquistare nei negozi di prossimità.

L’agricoltura piemontese nel 2020 è stata colpita anche dagli eventi alluvionali

Il comparto agricolo piemontese dopo l’ottobre/novembre 2019 ha nuovamente subito danni a causa delle alluvioni del 22 settembre e del 2 e 3 ottobre dell’anno scorso. La stima provvisoria dei danni effettuata dalla Regione ammonta a 66 milioni di euro, secondo le segnalazioni pervenute dai Consorzi irrigui e dalle amministrazioni comunali, e  hanno interessato le nostre aziende agricole, i canali irrigui e le strade di accesso ai terreni. Stiamo purtroppo ancora aspettando gli indennizzi provengono dal Fondo di solidarietà nazionale e dalla quota proveniente dalla Protezione Civile nazionale: solo in quel momento la Regione potrà poi effettuare i rimborsi. Poiché questi fondi coprono solo una minima percentuale dei danni subiti, la Regione Piemonte dal 2019 ha potuto attivare un altro canale di finanziamento che proviene dalla Protezione civile nazionale. 

Tutela del territorio e cambiamento climatico sono temi che coinvolgono direttamente il mondo rurale, qual è il ruolo dell’agricoltura ? 

Tra le realtà economiche l’agricoltura gioca un ruolo importante nella cura del territorio e dell’ambiente a partire dalle azioni a sostegno delle aziende agricole e di allevamento per la riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera. La Regione Piemonte ha recepito gli obiettivi fissati dall’Europa e previsti dall’Agenda 2030: è in corso un’evoluzione culturale seppur lenta anche in campo agricolo e per gli agricoltori disponibili al cambiamento, come coloro che convertono le coltivazioni al biologico, deve esserci il sostegno economico adeguato dovendo avere maggiori costi di produzione.

Occorre poi affrontare l’imprevedibilità dei fenomeni atmosferici che creano danni alla nostra agricoltura. Per contrastare questo fenomeno bisogna ricorrere all’innovazione. La Regione Piemonte investe in questa direzione e va in aiuto alle aziende attraverso le misure del Programma di Sviluppo rurale sull’agroambiente, dal biologico all’innovazione della meccanica e del tecnologico nella coltivazione.

Nel 2021 da dove ripartire per rilanciare la nostra agricoltura ? 

Prima di tutto dalla programmazione del nuovo Programma di sviluppo rurale, strumento principale di programmazione per l’agricoltura piemontese. Il Psr 2014-2020 è scaduto e avremo ancora un prolungamento con due anni di transizione ma sarà importante il rinnovamento delle misure della futura programmazione e si porrà l’attenzione sulla semplificazione delle norme e ad ampliare i soggetti beneficiari, rivolgendo particolare attenzione all’insediamento dei giovani agricoltori.  Inoltre il futuro Psr dovrà rispondere alle nuove esigenze che arrivano dai nostri territori, dalla diffusione capillare della banda larga su tutte le aree regionali agli investimenti sul green.

Lei è anche l’assessore con delega al Cibo, quali sono le azioni in programma sul tema ?

Nel 2020 la Regione ha approvato il regolamento per il riconoscimento dei Distretti del Cibo in Piemonte. Atto necessario per permettere alle amministrazioni locali, agli enti pubblici insieme ai soggetti privati di cooperare nella programmazione per lo sviluppo di un territorio rurale, promuovendo insieme la filiera agroalimentare, l’inclusione sociale, l’offerta turistica, culturale e paesaggistica.

Certamente è indispensabile puntare sulla qualità dei nostri prodotti agroalimentari e questo è un punto di forza del Piemonte, dalla frutta alla carne, al riso e ai vini, abbiamo eccellenze che si sono imposte sui mercati, e a queste si aggiunge ora la produzione significativa del biologico piemontese.  Quindi  tutela dei prezzi e tracciabilità dei prodotti made in Piemonte sono le priorità per promuovere l’agroalimentare piemontese sui nuovi mercati. 

Per quanto riguarda il mercato interno, si conferma l’attenzione rivolta in particolare alla promozione dei prodotti lattiero-caseari all’interno della grande e media distribuzione, mentre si segnalano anche azioni importanti per la tutela biologica del nocciolo. Ora con il Tavolo di partenariato agroalimentare e rurale metteremo a punto nuove iniziative per promuovere tutti i prodotti “cibo” e floricoli.

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