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lunedì, 20 Maggio 2024

Appendino: “Violenti hanno sciacallato su spalle di lavoratori”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Solidarietà alle forze dell’ordine e ferma condanna dei violenti che ieri hanno messo a ferro e fuoco la città. La sindaca Chiara Appendino non usa mezzi termini contro quelli che definisce “violenti che erano organizzati per distruggere, non per protestare. Si è trattato di azioni che non solo non appartengono in alcun modo alle ragioni della protesta ma che, anzi, proprio su quella protesta hanno sciacallato. Sulle spalle di lavoratori, commercianti e imprenditori che ieri sera hanno manifestato civilmente il loro legittimo dissenso”.

La prima cittadina si rivolge poi a tutte le categorie colpite dai nuovi decreti: “È dura. Lo sappiamo. Per alcune persone, tuttavia, lo è di più. Inutile girarci attorno. A loro e a quanti, pur vivendo gli stessi sentimenti, non erano in piazza. Nessun gesto criminale potrà oscurare quello che prova questa comunità”. 

“Sappiamo cosa significa per un ristoratore dover chiudere, di nuovo, magari proprio quando stava iniziando a tirare su la testa dopo il periodo maledetto della prima ondata.

Sappiamo cosa vuol dire per un teatro o un cinema dover di nuovo annullare la programmazione. E sappiamo quanto cultura e istruzione siano il principale faro per ogni futura generazione che voglia essere migliore di quella precedente. 

Sappiamo cosa vuol dire per una palestra, per le associazioni dilettantistiche, per il mondo dello sport in generale subire una nuova battuta di arresto. In generale, sappiamo cosa significhi per tutte queste categorie la sensazione di essere considerate come “sacrificabili”. Come meno importanti di altre” prosegue Appendino. 

“Le categorie che ieri erano in piazza a protestare avevano e hanno tutto il diritto di far sentire la loro voce. Hanno il diritto di urlare la loro rabbia. E noi, Istituzioni, abbiamo il dovere di ascoltarle” si legge nel post della sindaca che ammette “Fa male imporre restrizioni. Non sapete quanto. Fa male perché guardiamo negli occhi i cittadini a cui chiediamo sacrifici. Fa male perché sappiamo che l’onda d’urto di queste decisioni impatta su un’amministrazione come su un’impresa, sui loro servizi e sui loro bilanci per molti mesi a venire, spesso anni. Ora affrontiamo anche questo momento e potremo farlo con aiuti concreti da parte del Governo. A cui, ancora una volta, la Città di Torino dà la sua massima disponibilità. Con l’impegno di aggiornarvi ed essere presente in ogni momento” conclude.

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