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giovedì, 30 Maggio 2024

Appendino per la sua ricandidatura apre ad altre forze. Carretta: “Con il PD anche no”

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Che sia il Partito Democratico od altre forze politiche o della società civile per il momento non è dato saperlo. Ma la notizia c’è: Chiara Appendino se si dovesse ricandidare per un secondo mandato non esclude un allargamento del fronte. Tradotto: per la prima volta il Movimento 5 stelle non correrebbe da solo per la poltrona da sindaco di una città. 
Che poi sia il Pd l’alleato numero uno di un presunto asse nascente per le amministrative del 2021 non ci vuole una scienza politica a capirlo vista l’alleanza sempre più salda di governo Dem-M5s.

La sindaca di Torino è intervenuta a “L’aria che tira” su La7 e non può esimersi dal rispondere proprio alla domanda di una sua ricandidatura. Per l’ennesima volta Appendino precisa che prenderà una decisione solo dopo l’estate, non prima. Ma come detto stavolta aggiunge particolari che non possono certamente cadere nel vuoto.

“Il tema – risponde la sindaca – non è la mia ricandidatura. Il tema è che cosa vogliamo fare. Io ho portato avanti dei progetti come la seconda linea della metropolitana, chi ci sta nel portarlo avanti? Chi vuole mettere la mobilità alternativa al centro delle tematiche ad esempio ambientali in cui io credo?”.

E alla domanda se possa essere il Pd il partito in cui cercare l’alleato per il 2021 la sindaca, pur non citando i Dem, risponde: “Non escludo che si possa allargare l’orizzonte e guardare in modo più ampio a quello che è strettamente il Movimento il tema che riguarda me e la mia città è che cosa vogliamo fare, non è Chiara Appendino il punto” .

“Adesso siamo impegnati nell’emergenza e non credo sia il momento di affrontare questo tema o quello delle nostre regole. Penso che dopo l’estate sia corretto che chi è in carica decida e lo farò in quel momento”, conclude la sindaca. 

Parole, come detto, quelle di Appendino importanti visto che dall’altra parte, ovvero, leggi opposizione in consiglio comunale “l’aria che tira” non è certo dell’alleanza. Infatti più volte il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo e il segretario metropolitano Mimmo Carretta hanno sottolineato che a Torino non c’è spazio per un’alleanza Pd-M5s e che l’amministrazione Appendino è stata disastrosa per la città.

E anche in questo caso, dopo la trasmissione de La7 arriva l’immediato commento di Carretta: “A noi sta a cuore la mobilità sostenibile e l’equità sociale, la vocazione internazionale della città e la sua anima industriale. Istanze a cui questa amministrazione non ha dato risposte e che rendono improponibile un Appendino-bis”.

“Anzi – continua Carretta – a dire il vero è cosa che non ci riguarda né le strategie del Pd sono legate alla sua decisione, dato che siamo impegnati a creare un’alternativa che sia discontinua con la sua amministrazione”.
“La sua conversione verso posizioni che sosteniamo da sempre, in vista delle elezioni, risulta tardiva e strumentale”.

Anche il vicepresidente del Consiglio comunale, già assessore all’Ambiente, il Dem Enzo Lavolta dice la sua: “Il Partito Democratico ha le idee chiarissime su ambiente e sostenibilità tanto é che ciò di cui si vanta questa amministrazione é il risultato del lavoro concreto della precedente amministrazione. In effetti c’è una differenza. Non abbiamo un approccio retorico e solo ideologico. Faccio due esempi: innanzi tutto ciò che ha fatto (purtroppo poco) questa amministrazione é frutto di una pianificazione promossa e realizzata proprio dal PD in questa nostra Città. Dal Bici Plan al piano della mobilità sostenibile. Mai messi in discussione anzi presi a modello dalla sua giunta”.

“In secondo luogo – prosegue Lavolta – tutte le alternative al veicolo privato introdotte in Città sono il risultato di un concreto lavoro che fin dal 2010 ha visto progressivamente inteodurre Bike sharing, car sharing e colonnine di ricarica per veicoli elettrici… una eredità concreta che in passato non abbiamo, questo il nostro errore , valorizzato a sufficienza e con l’ enfasi necessaria. L’elenco sarebbe lungo, mi limito ad aggiungere che la timidezza (che riconosco) nei confronti della restituzione di ampi spazi alla socialità attraverso le pedonalizzazioni della giunta di cui ho fatto parte ha comunque garantito la pedonalizzazione di molti più spazi di quanti metri quadrati siano stati pedonalizzati in questo mandato Appendino. Neanche un metro quadrato pedonalizzato in quasi 5 anni non mi sembra il miglior curriculum per dare patentini agli altri”.
Tuttavia, conclude Lavolta: “Giudico positivo però che ci sia un confronto di merito, pertanto personalmente raccolgo l’invito a discuterne”

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