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giovedì, 23 Maggio 2024

Appendino: “No al Modello Roma, a Torino lavoriamo su un codice etico”

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di Bernardo Basilici Menini

Il candidato sindaco pentestellato per il Comune di Torino ha deciso che nel capoluogo piemontese non sarà usato nessun sistema simile al famigerato “Codice Roma“: «non useremo quel modello. Per fortuna il nostro territorio è autonomo».
Per la selezione degli assessori sarà utilizzato un bando pubblico per la ricerca, «un metodo coraggioso e innovativo, perché faremo conoscere agli elettori i nomi della Giunta prima del voto, a mano a mano che li avremo selezionati. Si tratta di una metodologia tanto banale, quanto disattesa dalla politica e dalla prassi dei partiti, che affidano le poltrone sulla base delle percentuali elettorali, con il manuale Cencelli», ha detto Chiara Appendino.

Non si sa ancora se il “Codice Roma” sarà disatteso in tutto o in parte, date le numerose clausole molto care sia al partito su scala nazionale che all’elettorato. Il fatto è che quel modello sembra in effetti molto impegnativo: se i 150mila euro di multa in caso di mancato rispetto del programma del Movimento (e relativo danno d’immagine) sono una misura percepita come troppo forte, le varie sfaccettature che può assumere il vincolo di mandato potrebbero spaventare non poco i candidati. Occorre quindi trovare una sintesi

«Stiamo ragionando a un codice etico, che uscirà insieme al bando -ha aggiunto il candidato sindaco- Un impegno di fedeltà e condivisione del programma, sul modello di quello che sottoscrissi io nel 2011 quando mi candidai a consigliera comunale». Per quanto riguarda il tema multe, «non so ancora dare una risposta, ci confronteremo in assemblea a breve. Per quanto riguarda gli assessori non ha senso: il loro rapporto con il sindaco è fiduciario, è ovvio che se viene meno la fiducia non ha senso andare avanti. Il codice etico chiederà loro l’impegno a sottoscrivere il programma, non si fa nessun riferimento a sanzioni o a danni d’immagine», conclude il sindaco.

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