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sabato, 25 Maggio 2024

Appendino, ma Cosap ci combini?

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Dalle battaglie sulle piazze auliche alla privatizzazione del suolo pubblico.

di Andrea Doi

Domani torna in aula la discussione, iniziata lunedì scorso in consiglio, sulle delibere tariffarie e tributarie. Sull’argomento in Sala Rossa il clima si è subito arroventato con da una parte la Giunta che negava gli aumenti e dall’altra le opposizioni che gridavano alla stangata e si imbufalivano davanti al “negazionismo” dei Cinque Stelle.

Tra i vari e indiscriminati aumenti, tuttavia, è apparsa una nuova e sorprendente disciplina dell’uso del suolo pubblico, quasi una regalia destinata ad una platea ristretta.

Nel nuovo regolamento COSAP (canone occupazione suolo pubblico), oltre al già noto sconto per il plateatico dei “mercatali” è apparsa una novità quantomeno curiosa:
“Nel caso di manifestazioni ed eventi di rilevanza nazionale e internazionale e di particolare interesse per la promozione turistica della città, con occupazioni di suolo pubblico superiori a 1000 mq potrà essere stabilito con delibera della giunta comunale un canone forfetario …. In tali casi potranno essere autorizzate concessioni pluriennali della durata massima di 5 anni ed a condizione che la durata delle occupazioni non sia superiore a 60 gg l’anno”.

In altre parole, la Giunta Appendino si sta facendo autorizzare a assegnare liberamente il suolo pubblico, senza applicare la COSAP, anche per più anni, con una semplice delibera di giunta.

Questa nuova disciplina sostituisce la precedente che quantificava il costo della COSAP piena e poi determinava un eventuale abbattimento motivato e rendendo pubblica l’entità dello sconto. La durata pluriennale è, invece, una novità.

Adesso immedesimandoci nell’Appendino che non esiste più, ovvero quella dei cinque anni da consigliera. Ecco: quella “Chiara” lunedì scorso in aula avrebbe fatto opposizione su questa vicenda. Andiamo oltre e proviamo a immaginare quali argomenti sarebbe ricorsa contro la delibera:

«si assegna suolo pubblico pluriennale senza procedure di evidenza pubblica?»

«si delega alla giunta tale funzione?»

«chi valuta il “canone forfetario” scontato senza applicare la cosap?»

«il settore deputato a assegnare e valutare appartiene al Gabinetto del Sindaco, quindi all’esecutivo?»

«chi valuta il canone è lo stesso settore che valuta se l’iniziativa è meritevole? E in base a quali criteri?»

Poi avrebbe accusato la maggioranza: «Privatizzatori! Meritocrazia! Trasparenza!», etc.etc.

Quella Appendino lì…

Invece, ecco insorgere le opposizioni di oggi e in particolare il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo, domandarsi, per esempio, quale disastro sarebbe successo se tale disciplina fosse stata in vigore per il tragicomico “Natale coi fiocchi”. Magari saremmo stati obbligati a subire lo scempio natalizio più del tempo dovuto…

A discussione iniziata un consigliere del Movimento 5 Stelle ha detto che forse cinque anni sono un po’ troppini, e che magari è meglio ridurli a due o tre. Un Rolando indispettito, ha incassato borbottando.

Ma cosa si cela dietro questo atto?

lubbiaDifficile non leggere in questa alzata d’ingegno l’ennesima mossa acchiappa-potere del capo di Gabinetto della Sindaca, Paolo Giordana. Prova ne è che l’atto, la cui legittimità è sottoscritta nientepopodimeno che dal dottor Paolo Lubbia in persona, in qualità di direttore del Settore tributi,  che è anche direttore del nuovo settore Gabinetto della Sindaca e Manifestazioni. Magari spetterà pure a Lubbia farà le valutazioni. Insomma, una sola testa, ma tanti cappelli. Ma in Comune a Torino si sa, che l’equazione è “tanti cappelli, tanto potere”. O almeno questa è la credenza dei riconvertiti al pentapotere.

 

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