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sabato, 13 Agosto 2022

Andrea Russi (M5s) avvisa: “Attenzione se non intervenite il bilancio del Comune di Torino potrebbe essere falso”

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Aria di bufera sul Bilancio del Comune di Torino che, secondo l’opposizione potrebbe presentare profili di nullità. Lo scrive il capogruppo M5s Andrea Russi al segretario generale Rosa Iovinella, e per conoscenza al sindaco Stefano Lo Russo e al Collegio dei Revisori dei Conti, affinché questi si attivi per sanare il vizio a suo dire, presente nella proposta di Bilancio per gli anni 2022-2024 che sarà discussa dalla Sala Rossa lunedì prossimo.
Proposta, che, come spiega il pentastellato, è “stata fortemente supportata e caratterizzata dall’Accordo, ‘Patto per Torino’ previsto dalla Legge di Bilancio”. Grazie a tale accordo l’Ente potrà beneficiare di un contributo annuo fino al 2042.
Infatti, il 14 febbraio 2022 il Consiglio Comunale ha approvato la Deliberazione 74/2022 ‘Fondo a sostegno dei comuni sede di capoluogo di città metropolitana con disavanzo pro capite superiore a 700 euro – Accordo ai sensi dell’articolo 1 – comma 567 e seguenti della legge 30/12/2021 n. 234 – Definizione linee di indirizzo – Approvazione’
“Con tale provvedimento sono state individuate le linee di indirizzo relative alle azioni finalizzate a garantire l’impegno dell’Ente, previsto dall’art.1 comma 572 della Legge 234/2021, di assicurare risorse proprie pari ad almeno un quarto del contributo annuo assegnato, da destinare al ripiano del disavanzo ed al rimborso dei debiti finanziari”. Ma c’è un ma..Se nel mese di febbraio la Città si impegnava alla sottoscrizione di un accordo ‘tra il Presidente del Consiglio dei Ministri o un suo delegato e il Sindaco’, questo accordo avrebbe dovuto tradursi in un atto amministrativo nel quale fosse esplicitato il formale cronoprogramma ventennale, contenente un quadro preciso delle entrate dal 2022 al 2042 e delle azioni con cui tali obiettivi sarebbero stati raggiunti”.
“Tali importi, ripartiti per annualità, costituiscono a tutti gli effetti una voce di entrata di bilancio sulla base della quale vengono autorizzate le spese sia per l’annualità in corso che per le annualità successive”. Il TUEL, come Lei ben sa, definisce tassativamente le competenze del Consiglio Comunale. In particolar modo, l’articolo 42 comma 2 elenca gli atti fondamentali su cui il consiglio ha stretta competenza, inserendo tra questi, alla lettera b) i “programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie” e alla lettera i), le “spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo”.
“L’Accordo – “Patto per Torino” – che assegna un contributo annuo da destinare al ripiano del disavanzo, rientra a tutti gli effetti tra le “spese che impegnino i bilanci per esercizi successivi”, prevedendo dunque un impegno pluriennale per la Città che deve necessariamente passare al vaglio del Consiglio Comunale. L’atto amministrativo con il quale si sarebbe dovuto approvare il cd. “Patto per Torino” è, senza alcun dubbio, la Delibera di Consiglio Comunale. Al momento, tuttavia, non mi risulta né che l’accordo sia mai stato firmato, né che sia mai passato dall’approvazione del Consiglio Comunale, così come invece richiederebbe il TUEL, e che nessuno dei 40 Consiglieri della Città di Torino al momento conosca l’importo che la Città dovrà garantire al fine di rispettare l’accordo, né quello che il Ministero concederà annualmente alla Città da qui al 2024.
Per tale ragione ritengo che l’inserimento nei capitoli di entrata delle poste attive relative ai trasferimenti da parte dello Stato degli importi connessi al cd. ‘Patto per Torino’, da destinare alla spesa per il ripiano del disavanzo ed al rimborso dei debiti finanziari, in assenza di una sua approvazione con la procedura stabilita ex lege, costituisca una grave violazione delle norme e pregiudichi l’approvazione stessa del bilancio. Confido in un Suo intervento affinché siano rispettate le norme di Legge e lo Statuto della Città. Resta evidente che una tale violazione di Legge, se non evitata da parte degli organi competenti dell’Ente, mi obbligherebbe a procedere come richiesto dall’art 331 ccp”, conclude.


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