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sabato, 13 Agosto 2022

Andrea Loris Stival violentato e ucciso. È caccia al mostro

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L’autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Iuvara parla chiaro: «Asfissia da strangolamento con precipitazione», ma non solo, il piccolo Andrea, Loris, come lo chiamavano i genitori, prima di essere ucciso e il suo corpo gettato in un canalone di cemento, sarebbe stato violentato. Il decesso sarebbe avvenuto molte ore prima del ritrovamento. Sempre secondo i primi esami, il bambino ragusano di Santa Croce Camerina, avrebbe subito abusi anche in passato e non è escluso che il piccolo sarebbe stato ucciso altrove e poi abbandonato nel canale in secca, nei pressi di un mulino abbandonato, nella località Scoglizzi dove è stato ritrovato alle 17 da un cacciatore.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura e ai carabinieri di Ragusa che nelle ultime ore lavorano senza sosta per trovare l’assassino del piccolo Andrea.
Una storia orribile su cui sin dall’inizio aleggiava la paura dell’ombra di un orco, ora confermata dal medico legale.
Prima di tutto, secondo gli inquirenti, bisogna capire cosa sia accaduto in quella tragica mattina del 29 novembre quando il bambino, dopo essere stato accompagnato a scuola dalla madre, sembra sparire nel nulla. A scoprire il corpo del piccolo Loris nel pomeriggio sarà poi un cacciatore, Orazio Fidone nella contrada del Mulino Vecchio, circondato dai campi a tre chilometri dal paese.
Sotto shock la mamma del piccolo, il cui racconto è stato confermato dalle immagini delle telecamere di sicurezza. Rabbia invece per il papà, autotrasportatore, che quel sabato mattina era a Roma per lavoro.
Quel maledetto 29 novembre
La mamma lo accompagna a scuola, ma Loris non entra nell’edificio. Una donna, poco dopo, lo vede passeggiare in paese ma senza zainetto, da quel momento di lui si perde ogni traccia.
Andrea verrà poi ritrovato nel pomeriggio come detto, da un cacciatore, diverso però da quello delle favole che non può più aiutarlo, perché nella realtà spesso, non c’è lieto fine. L’esile corpo senza vita, è riverso a terra sul cemento freddo di un canalone vicino il vecchio mulino abbandonato, con ancora i suoi vestiti addosso.
Le ore della scomparsa
Un vero e proprio buco nero, un arco di tempo molto vasto durante il quale il bambino non può essere rimasto da solo a lungo. La distanza dalla scuola al luogo del ritrovamento è troppa per un bambino di 8 anni che non può aver percorso più di tre chilometri da solo.
Qualcuno dopo averlo avvicinato a scuola, potrebbe averlo portato altrove, e poi solo dopo al violenza e lo strangolamento lo avrebbe abbandonato nei pressi di quel canneto del mulino abbandonato. Ma dove sia stato in quelle ore e con chi, non è ancora dato saperlo.
Il cacciatore
È lui a ritrovare il corpo straziato di Loris. Il suo nome è Orazio Fidone, un uomo come tanti altri, padre e nonno che una volta lanciato l’allarme per la scomparsa del piccolo Loris orienta immediatamente le ricerche nella zona del ritrovamento. Un gesto molto intuitivo, anche troppo per l’opinione pubblica che subito punta il dito verso l’uomo.
Gli inquirenti sequestrano la sua auto, una Suzuki Vitara bianca, sottolineando però che si tratta di un “atto dovuto”, visto che la vettura era parcheggiata proprio nei pressi del vecchio mulino.
La sera stessa del ritrovamento l’uomo viene chiamato in questura per lasciare la sua dichiarazione ma non risulta indagato.
Andrea conosceva il suo assassino
L’altra ipotesi sulla quale si sta lavorando in queste ore è capire se Loris conoscesse il suo assassino. Secondo i familiari il bambino non dava confidenza agli sconosciuti, e ciò avvallerebbe l’idea che ad avvicinare Lorsi sia stato qualcuno che lui conosceva. Secondo l’autopsia il piccolo avrebbe già subito violenze in passato e il mostro potrebbe essere qualcuno vicino alla famiglia.
Il mistero dello zainetto
Ancora nessuna traccia dello zainetto di Loris. Un ovetto azzurro con le cinghie gialle, che potrebbe essere la chiave di volta del mistero, o potrebbe comunque fornire ulteriori indizi, come il dna.

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