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sabato, 25 Maggio 2024

Agenda 2031: la scuola sia voce di investimento. Basta ai rammendi di fortuna

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Affrontare e sconfiggere la ‘pandemia educativa’ per ripartire: il corona virus e le restrizioni sanitarie di prevenzione hanno isolato bambini e adolescenti dietro lo schermo del computer, che ha scandito non solo la didattica a distanza, ma anche i momenti socioculturali e di svago, fino alla fruizione di film, documentari e sport “virtuale”, dove tutto viene pagato con una restrizione della libertà, rinunciano a fondamentali opportunità di crescita. 

Secondo il tavolo programmatico sull’istruzione del centrosinistra, costituito allo scopo della costruzione dell’Agenda Torino 2031 da consegnare al prossimo candidato sindaco della Città, le “perdite” che si hanno in ambito scolastico non sono facilmente riconducibili ad una quantificazione economica nel presente e i “ristori” e per essere recuperate dovranno avere un raggio di azione ampio e prolungato nel tempo.

Ad aprire i lavori Nadia Conticelli, che ha sottolineato come la scuola debba tornare ad essere capitolo di investimento: “Due anni scolastici consecutivi con una presenza a singhiozzo e un turn over eccezionale di figure educative non si recupereranno in pochi mesi – dice l’esponente dem – . La scuola del post Covid dovrà raccogliere molte sfide e non ci si potrà limitare ancora una volta “ad un rammendo di fortuna”. Anche in questa prospettiva, per civici e politici le elezioni amministrative di Torino rappresentano un’importante responsabilità e opportunità al tempo stesso. 

A partire dai lavori di sintesi e di elaborazione messi a disposizione dalle forze politiche che partecipano al Tavolo di Programma per la coalizione di centro sinistra, abbiamo elaborato una prima traccia di discussione sui servizi educativi per la fascia 0-6 anni e la scuola dell’obbligo – spiega ancora Conticelli – .Un punto di partenza condiviso, ripartito in quattro assi tematici in cui abbiamo evidenziato alcuni nodi che riteniamo degni di riflessione (servizi educativi 0-6, scuola dell’obbligo, edilizia scolastica, città educativa), per un percorso partecipativo che conduca alle linee programmatiche della coalizione. Un secondo step sarà poi, a breve, incentrato sulla scuola superiore, la formazione professionale e l’Università”. 

Al documento, sottoposto all’attenzione del tavolo programmatico del centrosinistra per l’agenda Torino 2031 hanno collaborato Maria Luisa Masturzo, Maria Tartaglia e Alberto Pilloni.

La scuola non è solo un luogo che trasmette saperi, ma anche un luogo che forma una comunità – ha sottolineato Masturzo –  In essa i bambini devono essere riconosciuti come soggetti protagonisti della loro crescita, la loro autonomia deve essere perseguita non solo come acquisizione di abilità, ma essere connessa alla sfera emotiva-affettiva, sociale” Da aggiungere, che la città educante e il flusso educativo hanno numeri importanti.

A Torino l’offerta di nidi e micro nidi nell’anno 2019/20, ammonta complessivamente a oltre 6.300 posti, pari al 33,7 per cento dei bambini,e residenti a Torino nella fascia 0-3 al 21/12/2018 , il cui numero è 18.798. Sono presenti, inoltre altri servizi educativi, sempre nella fascia 0-3, come le sezioni primavera, i baby parking, i nidi in famiglia, che coprono il 3,6 per cento della popolazione interessata. Il 14,8 per cento è a gestione comunale diretta, il 6,1 per cento in appalto e il 12,8 per cento in regime privato, convenzionato o meno.

I posti disponibili sono ad oggi 1 ogni 3 bambini residenti, e, sebbene le proiezioni al 2022 prospettino un calo della popolazione in esame, non si stima una corrispondente diminuzione delle necessarie azioni a sostegno delle famiglie. “La scommessa politica è di coinvolgere quella fascia media di utenti che si avvale di altri percorsi, tipo, tate, nonni, dando risposte  – evidenzia ancora Masturzo – Non ultimo il problema aggravatosi in questo anno pandemico, nel quale per molte donne la soluzione ai problemi è stata quella di lasciare il lavoro per occuparsi dei figli” .

Le risorse impegnate nel settore integrato dell’educazione e della istruzione per i bambini fino ai 6 anni rappresentano a livello di collettività un investimento per il futuro. Si tratta peraltro del settore in cui l’amministrazione comunale esercita una competenza diretta e può quindi garantire una maggiore e più diffusa incisività di intervento. L’offerta di scuole per l’infanzia nell’anno 2018/19, ammontava a 21.343 posti, compreso privati e scuole paritarie; questo dato supera il numero dei bambini compreso nella medesima fascia che sono 20.887. Il 34,7 per cento delle scuole sono comunali, il 35,6 per cento statali, il 25,1 per cento paritarie convenzionate e il 6,7 per cento paritarie non convenzionate. Pertanto tutti possono accedere alle scuole della infanzia, oltre un terzo del totale può accedere ai servizi comunali.

Uno dei nodi da affrontare è l’organico, con un’età media del personale piuttosto elevata, 50 anni le educatrici, 54 anni i docenti. Inoltre, a causa della cronica insufficienza del personale di ruolo, il Comune utilizza spesso personale precario, il che influisce sulla continuità educativa del servizio.

In riferimento alla scuola primaria e secondaria di primo grado si propone, all’amministrazione comunale che verrà, di stimolare le competenze degli altri livelli istituzionali, con l’obiettivo di concretizzare un sistema educativo a offerta universale, che permetta a tutte le famiglie di trovare nei servizi una concreta risposta alla crescita educativa dei propri figli, a strumenti di conciliazione con il lavoro, a supporti concreti per la genitorialità, all’interno di un’offerta ampia, articolata ed integrata tra i diversi soggetti gestori, pubblici e privati.

Il calo e la nuova composizione demografica oggi richiedono azioni di inclusione e di potenziamento linguistico. Come rinnovata attenzione e nuove opportunità educative vanno assicurate agli alunni\e disabili, a partire dal servizio di trasporto – ha notato Maria Tartaglia – . Tra le funzioni comunali dirette, di particolare rilevanza è il servizio di ristorazione scolastica, rispetto al quale esiste una lunga tradizione pedagogica che inserisce la mensa a pieno titolo nel progetto educativo delle scuole e nel perseguimento di una cultura del benessere fortemente collegata ad un mangiare sano e corretto”

Sostenibilità educativa, economica, della salute diventano dunque nel programma proposto i fondamentali obiettivi di pari dignità, valorizzazione della filiera corta locale e qualità del servizio che non possono andare disgiunti dall’accessibilità dei costi per tutte le famiglie. “Se da una parte si chiede l’ampliamento dei servizi educativi all’interno del tempo scuola – conclude Tartaglia – dall’altro non può non essere ritenuto qualificante il sostegno al tempo pieno o prolungato anche come strumento per contrastare le diseguaglianze. 

Alberto Pilloni, del forum metropolitano istruzione del Partito Democratico, si è principalmente riferito allo stato attuale dell’edilizia scolastica, ricordando che “la Città di Torino è soggetto responsabile e “proprietario“ di oltre 300 edifici scolastici che comprendono nidi di infanzia, scuole d’infanzia, scuole materne , scuole primarie, scuole secondarie di primo grado, sedi del C.P.I.ALa Città metropolitana ha in carico gli edifici scolastici delle scuole secondarie di secondo grado, mentre gli edifici dedicati alla formazione professionale, che permettono anche di assolvere all’obbligo formativo, sono a totale carico delle agenzie accreditate”

Se il tema centrale, in questi anni, è stato l’urgenza dell’adeguamento alle nuove norme di sicurezza e alla riduzione del rischio, è giunto ora il momento di focalizzare l’attenzione sulla realizzazione di edifici che tengano in considerazione una qualità migliore ed innovativa degli spazi stessi. Pilloni ricorda infatti che Fondazione Agnelli ha presentato nel 2019 un importante rapporto sull’edilizia scolastica. “La fondazione per la Scuola della compagnia di San Paolo ha realizzato interventi altamente qualificanti su alcuni edifici della città’ quali le scuole Pascoli e Fermi – ha sottolineato Pilloni –  frutto di uno studio attento che declinava l’aspetto energetico, di riqualificazione urbana e di miglioramento della qualità dell’utilizzo degli spazi stessi per una didattica innovativa. Con questo esempio, gli interventi di edilizia scolastica del Comune e della Città Metropolitana, che nei prossimi anni potranno godere dei finanziamenti previsti dal progetto Next Generation, legato al Recovery Fund, “dovranno essere sviluppati lungo i tre assi della sicurezza, sostenibilità, innovazione didattica. Il Comune di Torino potrà ampliare e portare sul territorio questi progetti, con particolare attenzione alle aree più periferiche dove la Scuola rappresenta anche un presidio sociale”

La sfida più complessiva lanciata dal tavolo e che chiede di entrare in agenda del futuro candidato sindaco del centrosinistra, è un ripensamento più profondo del sistema scolastico, intendendo le scuole non più soltanto come edifici scolastici e luoghi educativi ma anche come spazio pubblico e presidio sul territorio, dove incrementare le bune pratiche quali la mobilità sostenibile, offerta di spazi verdi, svolgimento di attività sportive e culturali, aggregazione sociale. La proposta si declina in più aspetti. Chiede la valorizzazione degli spazi esterni alle scuole attraverso il rilancio del regolamento 359 della Città di Torino, che considera gli oltre duecento cortili delle scuole di proprietà del Comune di Torino spazi pubblici, che, al di fuori dell’orario scolastico, sono a disposizione di tutta la popolazione.

Necessaria la conseguente riqualificazione degli spazi intorno alle scuole attraverso la limitazione della viabilità e la pedonalizzazione che consentano, anche attraverso la coprogettazione dell’arredo urbano e la riorganizzazione degli spazi, di rendere più sicuri e fruibili i luoghi di scambio fra scuola e territorio, contribuendo a un miglioramento generale della qualità del territorio e favorendo forme di mobilità sostenibile. Inoltre va potenziata la concessione ad associazioni degli spazi in orari extrascolastici, che il Comune di Torino gestisce attraverso le Circoscrizioni e su cui possono essere sviluppate sinergie fra scuole e territori. Anche l’apertura alla cittadinanza delle biblioteche delle scuole può rappresentare uno strumento efficace di valorizzazione delle scuole come presidio culturale e civico sul territorio.

I mesi pandemici, lo sviluppo della didattica a distanza e le inevitabili lacune che essa presenta soprattutto nell’istruzione e affiancamento degli allievi con bisogni educativi speciali e disabilità, suggeriscono la riprogrammazione di un sistema integrato dell’educazione, con l’azione sinergica di enti locali, istituzioni scolastiche e territoriali, terzo settore per affrontare non solo povertà educativa e dispersione scolastica, ma per garantire esperienze formative di qualità, di socialità e di cittadinanza.

Altro aspetto che il tavolo dedicato all’istruzione si porrà presto sarà quello legato alle scuole superiori, all’università. Se ne parlerà a gennaio. Intanto il prossimo appuntamento per la costruzione dell’Agenda Torino 2031 è segnato per domenica 27 dicembre alle 21 quando l’argomento sarà la cultura letto attraverso l’esperienza di librerie, editoria, biblioteche e istituti culturali. Potrà essere seguito sul canale Agenda Torino 2031 su Youtube. Per partecipare ai temi portando le proprie suggestioni, la mail è partecipa@agenda2031.it

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