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domenica, 19 Maggio 2024

97 hours of consensus. La maratona sul web per dimostrare il consenso degli scienziati sui cambiamenti climatici

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
«Sin dal 1800 siamo a conoscenza che l’anidride carbonica intrappola il calore nell’atmosfera. La giusta quantità mantiene il clima favorevole alla vita umana. Ma immetterne troppa, come stiamo facendo ora, farà inevitabilmente aumentare le temperature in maniera eccessiva». Lo dichiara il dottor James Hansen, della Columbia University Earth Institute, esperto in trasferimento delle radiazioni nell’atmosfera terrestre.
È l’affermazione di uno dei 97 studiosi del clima che negli anni si sono pronunciati sui cambiamenti climatici, scelta per l’evento social “97 hours of consensus”, la maratona di 97 ore sul web per dimostrare come il 97% degli scienziati concorda sul fatto che il riscaldamento globale è causato dall’uomo.
L’evento, partito alle 7,00 del 7 settembre, nasce da un’indagine condotta da John Cook, ricercatore per il Global Change Institute dell’Università del Queensland in comunicazione climatica, che ha confermato l’ampio consenso della comunità scientifica sui cambiamenti climatici. Ma secondo gli Americani solo il 50% è d’accordo! C’è quindi un divario significativo tra il percepito e la realtà, che ha delle conseguenze reali. Difficilmente l’opinione pubblica supporterà azioni a favore del clima e farà pressione sui governi affinché prendano le dovute precauzioni, se ritiene che neanche gli esperti siano d’accordo tra loro. L’iniziativa lanciata sul sito Skeptical Science (www.skepticalscience.com/nsh/) si propone di informare e ridurre questo “gap”: ogni ora viene pubblicata una dichiarazione sui cambiamenti climatici, per un totale di 97.
Questo potrebbe essere un primo passo verso una presa di coscienza dell’esistenza di un problema, che non può più essere affrontato con scetticismo. Proprio ieri l’OMM, Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite ha ribadito che la quantità di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto nel 2013 livelli record, spiegando che si è registrato il maggior incremento, nel periodo 1984-2013, di C02 in un anno. «Noi sappiamo con certezza che il clima è in procinto di cambiare – spiega nella presentazione il segretario generale dell’Omm Michel Jarraud – e che i fenomeni meteorologici stanno diventando sempre più estremi a causa delle attività umane». Un’altra affermazione autorevole che conferma il consenso.

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