25.2 C
Torino
martedì, 23 Luglio 2024

Terzo Valico, la Procura ci ripensa: rinviato l’esproprio ad Arquata. Continua il presidio dei No Tav

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’annuncio di una nuova giornata di espropri dei terreni destinati ai cantieri per la realizzazione della linea ad alta velocità del Terzo Valico era stata data da settimane, seguito poco dopo dall’appello degli attivisti che si oppongono all’opera a raggiungere Arquata, in provincia di Alessandria, per impedire lo svolgersi delle operazioni.
Proprio ad Arquata, infatti, si trova il terreno che il Cociv (la ditta incaricata dei lavori preliminari della linea Tav Genova-Milano) avrebbe dovuto espropriare oggi. E sullo stesso terreno sorge anche uno dei presidi costruiti dai No Tav – Terzo Valico, che fin dalle prime ore dell’alba si sono dati appuntamento lì per prepararsi ad ostacolare il lavoro degli operai. Un centinaio di attivisti, tanti facenti parte dei comitati locali ma alcuni giunti anche da altre parti d’Italia, in particolare dalla “sorella” valle di Susa, dove da più di vent’anni è in corso la battaglia contro la linea ad alta velocità Torino-Lione.
I No Tav avevano annunciato per oggi una resistenza «pacifica e determinata» ma la Questura e la Prefettura, di comune accordo con il Cociv, hanno invece deciso di rinviare l’esproprio del terreno a data da destinarsi. Una scelta probabilmente dettata dal tentativo di evitare che si ripetesse lo scenario dello scorso 30 luglio, quando l’esproprio di alcuni terreni dislocati in valle Scrivia venne accompagnato per tutto il giorno da ripetute cariche e lancio di gas lacrimogeni contro i No Tav che cercavano di impedirlo. Una gestione dell’ordine pubblico che venne da più parti criticata, rinsaldando così l’opposizione all’opera tra la popolazione locale.
Oggi, quindi, di fronte all’annunciata resistenza da parte degli attivisti contro l’alta velocità, il Cociv e le forze dell’ordine hanno probabilmente preferito rinviare il tutto, per cercare di eseguire gli espropri nelle prossime settimane magari con annunci più sommessi, così da aggirare la mobilitazione dei No Tav.
Questi ultimi, comunque, appreso che gli operai della ditta non si sarebbero presentati hanno deciso comunque di rimanere in allerta fino alla mezzanotte di oggi, dando vita a una serie di blocchi per impedire il passaggio dei camion e dei mezzi diretti al cantiere di Arquata.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano