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lunedì, 27 Maggio 2024

9 dicembre, la protesta in Italia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Blocchi, presidi, striscioni e slogan contro la classe politica. Dal Piemonte alla Sicilia, lo sciopero generale indetto dagli autotrasportatori e rinominato protesta dei Forconi coinvolge tutta Italia. Torino, dove ci sarebbero due fermi e un carabiniere ferito, è di gran lunga la città più calda.
Genova
Circa 500 tra operai, commercianti, studenti, disoccupati, ultras del Genoa e della Sampdoria marciano dietro lo striscione “9 dicembre 2013, mandiamoli via”. Si parte da piazza De Ferrari, in centro, fino ad arrivare alla stazione di Brignole. Molti tricolori sventolano, così come striscioni (“No alla violenza”, “Ci hanno portato alla fame”). Nessuna bandiera di partito o sindacato. Circa dieci poliziotti in tenuta antisommossa all’ingresso della Prefettura di Genova si sono tolti i caschi per un attimo, acconsentendo ad una richiesta della folla. Binari occupati a Geniva Brignole, ad Imperia e tra Diano Marina e Arma di Taggia, con blocco della circolazione dei treni sulla Genova – Ventimiglia. In seguito i manifestanti hanno bloccato il traffico sulla sopraelevata Aldo Moro invadendo la carreggiata a mare, con l’intenzione di arrivare fino alla zona di Caricamento per la chiusura della manifestazione. Nel corso del pomeriggio, il corteo è passato davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate dove sono state lanciate monetine contro i vetri dell’edificio ed è stato lasciato il cartello “assassini” sul portone d’ingresso, mentre davanti alla sede della Genova-Parcheggi sono stati gridati insulti.
Milano
Sono stati circa duecento a sfilare in corteo per le vie della città. Sono studenti, appartenenti ai centri sociali e antagonisti e, secondo indiscrezioni, ci sarebbero tra loro anche alcuni esponenti di Forza Nuova. I dimostranti hanno bloccato via Tamarelli, poi si sono diretti verso la sede della Regione Lombardia, per dirigersi in via Restelli, nella zona di Porta Nuova.
Palermo
Due presidi nel capoluogo siciliano: il primo nella zona di via Ernesto Basile, il secondo davanti a Palazzo d’Orleans. Nessun blocco, ma traffico molto rallentato nella zona universitaria. In viale delle Scienze qualche gazebo e circa 50 manifestanti che distribuiscono volantini. Digos e carabinieri in tenuta antisommossa, ma la tensione non sale mai a livelli di guardia.
Roma
Due blocchi, annunciati dal Movimento Sociale Europeo. Il primo in «via Tuscolana all’altezza della sede della Banca d’Italia, simbolo di quell’usura legalizzata che sta strozzando i cittadini, di quella finanza che ha dichiarato guerra ai popoli». Il secondo invece sarà in via Dei Mille, «Con birilli stradali, bandiere e striscioni. Con i megafoni abbiamo spiegato ai cittadini bloccati il perché della nostra protesta. Anche perché chi non si ribella non ha poi diritto a lamentarsi».
Bologna
Viali della città occupati dal corteo. In tarda mattinata circa 50 manifestanti, tra cui esponenti dell’estrema destra, si sono diretti verso la sede della Regione Emilia Romagna, con l’intenzione di bloccare la tangenziale, ma sono stati fermato  dalle forze dell’ordine.
Termoli (Campobasso)
Autotrasportatori, operai, agricoltori, agricoltori e studenti in presidio davanti al casello dell’A14. Cinque tir e alcuni trattori sono fermi dalla mezzanotte sulla statale 87. «L’Italia si ferma – hanno spiegato i manifestanti – si ribella e scende nelle strade e nelle piazze per dire basta ai politici. Rivogliamo la sovranità popolare e monetaria, no al governo di nominati. Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato, anche con le mazze e le pietre».

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