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lunedì, 20 Maggio 2024

Vivo su Marte

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

È ufficiale: vivo su Marte. E avendo chiesto lumi alle mie colleghe, dai loro sguardi ho capito che ci lavoro pure e che non sono solo su questo pianeta.

La colpa di non conoscere i Planet Funk è ancora più grave se si considera che mi spaccio per un esperto di musica d’autore italiana e che da tre anni conduco una trasmissione su una web radio che si chiama ”Vinile – È tutta musica leggera”. Eppure qualche artista e qualche gruppo che si sta facendo strada in questi anni mi capita di ascoltarlo: conosco i “Thegiornalisti”, i “Le luci della Centrale Elettrica”, mi piacciono i testi di Fedez, di Dente, la voce di Francesca Michielin, addirittura ho sentito parlare di Ensi che è nel cartellone del concerto di Capodanno della nostra città. Mi scuso per la mia ignoranza con il consigliere comunale di M5S, e con loro, ma io i Planet Funk non li conosco.

planetfunk

Tra l’altro sono subito andato su Wikipedia, fonte ufficiale dell’assessore Giusta e pertanto direi credibile anche per il consigliere Damiano Carretto, e da lì ho appreso che non sono in auge da vent’anni come lui afferma. Ma non è questo il problema. Il programma musicale che è stato annunciato per la notte del 31 è artisticamente e socialmente interessante e ha sicuramente una sua dignità: si rivolge ad un pubblico giovane, immagino quelli che solitamente festeggiano in piazza il Nuovo Anno, dà spazio a gruppi emergenti e ad artisti torinesi, Samuel, dei Subsonica che si sono separati momentanamente, è sicuramente un artista che “riempie” il palco.

Il problema è che non capisco il perché la si debba sempre buttare in caciara, se qualcuno si chiede chi siano i Planet Funk ci debba essere qualcun’altro che gli dà dell’ignorante e del marziano. Non era più semplice difendere la scelta sul piano politico, con un ragionamento e con argomentazioni politiche? Ma perché trattare i cittadini, come è già successo con la vicenda Manet, come trogloditi che non sanno e non capiscono? Se si riduce tutto ad un clima di tifoserie contrapposte questa città, culla del dialogo e del confronto, rischia tristemente di inaridirsi. Si chiede rispetto per le opinioni altrui, caro consigliere, e, come direbbe Fiordaliso, “Non voglio mica la Luna”.

Infatti, vivo su Marte.

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