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lunedì, 20 Maggio 2024

Torna il sole, ma non si arresta il consumo di suolo

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
Splende il sole oggi a Nord. E illumina campi allagati, colline franate, case crollate, terreni devastati. Negli ultimi giorni piogge abbondanti si sono abbattute su un territorio ormai non più in grado di smaltire l’acqua in eccesso. Un territorio occupato da costruzioni, edifici, strade, infrastrutture, cave, che rendono impermeabile un totale di 22mila km quadrati di superficie. Un dato inquietante, soprattutto se si pensa che il consumo di suolo cresce di giorno in giorno di otto metri quadri al secondo.
L’Ispra, Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha rilevato che tra il 2009 e il 2012 l’Italia ha perso 720 km quadrati di suolo, pari alla somma dei territori delle città di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo. Corrispondono a 70 ettari al giorno, con un andamento crescente e lineare in tutta Italia, nonostante la geografia non consenta una cementificazione uguale lungo tutto lo stivale. Tra le regioni che hanno perso il maggior quantitativo di suolo troviamo la Lombardia e il Veneto, mentre tra i comuni quello di Torino risulta avere il 60% impermeabilizzato.
La situazione verrà ora aggravata dal pacchetto Sblocca Italia, che prevede semplificazioni per l’edilizia, sblocco dei cantieri, concessioni autostradali e cantierizzazione immediata delle grandi opere. La nuova normativa acuirà le problematiche legate al controllo e all’investimento in attività edilizie e di costruzione di infrastrutture, nonostante circa il 47% della superficie costruita in Italia sia occupata da infrastrutture lineari (strade, autostrade e ferrovie) e la crescita demografica sia nulla.
I disastri a cui abbiamo assistito in questi giorni sono frutto di una corsa al cemento inarrestabile, di una pianificazione del territorio carente, di illeciti perpetuati, che non tengono in considerazione delle situazioni di rischio, alterano il paesaggio e lo rendono vulnerabile. Il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, a margine della conferenza di Agrinsieme a fronte dell’emergenza maltempo e del dissesto idrogeologico, ha dichiarato: «Non ci saranno più condoni edilizi, il condono edilizio è un tentato omicidio al territorio e alle persone. Ai comuni chiedo di non dare concessioni in zone a rischio, ai cittadini chiedo di non costruire in zone a rischio». Un primo passo verso la cementificazione incontrollata.

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