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domenica, 26 Maggio 2024

Test del Politecnico in 5 asili torinesi per programmare la ripartenza

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il Politecnico di Torino con la collaborazione dell’assessorato all’Istruzione darà il via ai “beta test” che coinvolgeranno cinque tra asili nido e scuole materne per studiare un nuovo modello di accoglienza e gestione della giornata per i piccoli e il personale educativo. Si tratta di avviare la sperimentazione e analisi di tutte le procedure organizzative come uso degli spazi e flussi di entrata e uscita per rideterminarle in base alle nuove esigenze di tutela della salute. Da questo lavoro si dovrebbero riuscire a tracciare le misure da adottare per contenimento del rischio di trasmissione del contagio da coronavirus, nella fase di ripresa delle attività scolastiche.

“Il nostro contributo al lavoro svolto dal Politecnico – spiega l’assessora all’Istruzione, Antonietta Di Martino – si è concentrato sulla fascia 0-6. Più i bambini sono piccoli più occorre fare valutazioni specifiche nelle singole strutture, tenendo conto che le necessità di accudimento richiedono un rapporto personale diretto e risulta quindi impossibile attuare misure di distanziamento interpersonale. Un lavoro basato, come principio di fondo, sulla necessità di integrare i diritti fondamentali delle bambine e bambini, ragazze e ragazzi allo studio, al successo formativo, e all’inclusione con la tutela della salute e sicurezza di allievi, personale e tutti i soggetti impegnati nel mondo scolastico e tenendo presenti le necessità di conciliazione famiglia lavoro dei genitori”.

Tra le ipotesi da adottare per la riapertura delle scuole anche l’idea di creare delle micro-comunità di famiglie per accogliere piccoli gruppi di bambine e bambini sotto la guida del nido di riferimento. Mentre per i mesi estivi si valuta di utilizzare “a bassa soglia”, cioè con orario limitato come ludoteche, attività di gioco, ecc., attivando tutte le collaborazioni pubbliche e private già presenti nel sistema educativo.

“Naturalmente tutto da realizzare – sottolinea Di Martino – definendo un Protocollo nazionale sulle procedure di sicurezza per le riaperture e considerando le necessità di stanziamenti per affrontare i maggiori costi materiali e organizzativi”.

Per la definizione di un nuovo modello organizzativo per la ripresa delle attività nelle scuole, a partire dalle strutture educative per l’infanzia, per i principi di base generali di prevenzione e contenimento del contagio si è tenuto conto, dal punto di vista tecnico, della rarefazione delle presenze con la formazione di piccoli gruppi stabili, il distanziamento, attraverso l’uso opportuno di tutti gli spazi disponibili, dentro e fuori delle strutture scolastiche, l’uso di dispositivi, la sanificazione di arredi, materiali didattici e ambienti, la promozione di comportamenti responsabili tramite, l’informazione e formazione di tutti.

I cinque asili scelti per la fase di studio sono il Nido comunale d’infanzia Bianca & Bernie di Via Ventimiglia, 112 e della Scuola dell’infanzia G. Fanciulli di Via Mercadante 129, le strutture private Asilo Nido Birimbao di Corso Moncalieri, 203 e Scuola paritaria convenzionata con il Comune di Torino (con sezione primavera aggregata) S.Bonacossa di Via Nizza 22/F, e il complesso di via Bardonecchia, 34 (che comprende nido, scuola dell’infanzia, scuola secondaria di primo grado, servizi del centro civico).

Qui il rapporto del Politecnico di Torino “Scuole aperte, società protetta”

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