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venerdì, 24 Maggio 2024

Sulla residenzialità psichiatrica nessuna forzatura: c’è ancora tempo per cambiare

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di Marco Grimaldi

A inizio luglio la Giunta ha presentato la nuova bozza di delibera di integrazione alla DGR 30/2015 sulla residenzialità psichiatrica, ridiscussa in Commissione Sanità la scorsa settimana. In quella sede ho votato a favore della richiesta di rinvio, dichiarando che non avrei espresso il parere sulla delibera e sarei uscito dall’aula della Commissione. Per questo, e per le perplessità di maggioranza e opposizioni, la Commissione è stata rinviata in data odierna, ove è stata finalmente accolta la richiesta di sospensione fino a settembre.

La maggioranza condivide infatti la necessità di stabilire una griglia di regole che possa normare e accreditare la psichiatria residenziale in Piemonte, elaborare un equo sistema tariffario, nonché la nuova volontà di istituire un osservatorio sulla psichiatria e adeguare i gruppi appartamento alle condizioni strutturali delle civili abitazioni. Tuttavia, come abbiamo ribadito con il voto di oggi, la delibera non sembra recepire quanto segnaliamo da mesi insieme agli utenti, ai medici, agli operatori, alle cooperative del settore, agli enti locali: per molte delle strutture classificate come gruppi appartamento e comunità alloggio la rigida definizione di ‘struttura a bassa intensità assistenziale’ resta inappropriata, dal momento che queste strutture hanno inequivocabilmente anche un carattere terapeutico-riabilitativo per quanto concerne la tipologia di pazienti, i programmi di trattamento e la prevalenza del personale sanitario. Il Consiglio Regionale su questo punto si è espresso e non intendiamo tornare indietro.

Inoltre va ribadita l’importanza di poter transitare dalla condizione di soggetto bisognoso di riabilitazione sociale a soggetto bisognoso di cure, nel caso se ne verifichi la necessità, senza dovere per questo cambiare struttura.

Mi fa piacere quindi che la Commissione abbia accolto la nostra richiesta di rinviare la discussione a settembre, dando alla Giunta, alle associazioni e ai soggetti coinvolti la possibilità di un reale confronto.

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