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domenica, 19 Maggio 2024

Studenti, continua l'occupazione del Liceo Passoni

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Continua l’occupazione del Liceo Artistico-Musicale Aldo Passoni. Gli studenti erano scesi in piazza con i loro strumenti diverse volte. Prima davanti al Palazzo della Regione Piemonte e poi a Palazzo Cisterna dove avevano avuto un incontro con il responsabile della programmazione scolastica, Arturo Faggio.
Promesse su promesse per trovare una soluzione a spazi che non ci sono, a lezioni seguite in condizioni proibitive, a scelte sbagliate prese a cui ora bisogna rimediare. E l’unica alternativa pare essere quella di traferire il Liceo Musicale in un altro istituto: il papabile sarebbe il Liceo Classico Cavour.
Ma gli studenti non ci stanno ad abbandonare i loro spazi, a doverci rimettere loro per le decisioni dei piani alti, che quando l’avventura del Liceo Musicale era partita si erano presi il vanto di questo progetto all’avanguardia. Ora a tre anni dal taglio del nastro non ci sono gli spazi e a pagare sono, come sempre, gli studenti.
I ragazzi hanno così deciso, due giorni fa, di riprendersi i loro spazi, e di occupare il loro istituto «per denunciare ancora una volta le problematiche della scuola pubblica».
«Come tutti sappiamo i fatiscenti istituti scolastici ospitano nella maggior parte dei casi un quantitativo di studenti superiore alla loro capacità – spiegano – e, come se non bastasse, queste medesime strutture risentono di forti problemi strutturali».
«Abbiamo deciso di prendere posizione – continuano – e di ribadire, ancora una volta, la nostra contrarietà a questo sistema scolastico non solo ormai impoverito da riforme e provvedimenti ma, addirittura, pericoloso».
Ora l’appuntamento è per venerdì 29 quando ci sarà un’assemblea con l’intento di evidenziare le problematiche, che sono costretti a vivere gli studenti, e di «allargare la protesta a livello cittadino».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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