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domenica, 26 Giugno 2022

Strage a Torino è omicidio sul lavoro, il video dopo il crollo della gru è infame voyeurismo

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Non morire…non devi morire” è l’urlo che ti strappa il cuore quello che arriva dall’audio di un video che sta circolando in queste ore attraverso whatsapp, girato subito dopo la tragedia di Torino. In via Genova crolla una gru, tre gli operai uccisi, nell’ennesimo omicidio sul lavoro (perché questo è). Qualche anonimo filma con il telefono cellulare, come fosse un concerto, il dramma, le urla. Anche noi abbiamo ricevuto quel video, come sicuramente lo hanno altri quotidiani online e non.
Ma, come speriamo anche altri, non pubblicheremo l’orrore per conquistare qualche click in più. In compenso pubblicheremo un video e gli scatti delle facce dei colpevoli, quando verrà fatta giustizia. Se mai verrà fatta.
La strage come quella di oggi non sarà l’ultima. Impossible pensarlo. Come è sempre più difficile pensare che qualcuno paghi per queste morti. Le nostre orecchie sono stanche di sentire parlare di errori umani quando errore non può esistere se le cose sono fatte come andrebbero fatte. Per ora è tutto. Ci dissociamo dalla spettacolarizzazione del dolore, dall’infame voyeurismo della morte, che qualcuno traveste in diritto di cronaca.
Facciamo nostro il grido di dolore, di disperazione “non morire…non devi morire” trasformandolo in un grido di rabbia.

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