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mercoledì, 21 Ottobre 2020

Storia della Psicologia del Gioco d’Azzardo

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Il nostro Paese è uno dei principali in Europa quando si parla di gioco d’azzardo. Le nostre raccolte superano i 100 mld di euro l’anno. Il gioco prevede scommesse di denaro in giochi come il poker e il bingo nella speranza di ricevere una ricompensa.

Questi premi consistono in generale in soldi con jackpot variabili fono a centinaia di migliaia di euro.

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Il gioco d’azzardo dovrebbe essere per tutti un’attività di svago o intrattenimento.

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Al giorno d’oggi si può giocare d’azzardo molto facilmente, infatti esistono tanti casinò online ad offrire i loro servizi. Ci sono poi portali che comparano i bonus senza deposito, come spikeslot.com, quindi non sorprende che il mercato continui a crescere con tassi davvero elevati di anno in anno.

Dagli anni ’50 si è incominciato a studiare anche l’effetto psicologico del gioco. In pochi decenni sono stati compresi gli elementi fondamentali dell’impatto del gioco sul nostro cervello.

Sebbene molte persone credano che il gioco d’azzardo si basi esclusivamente sulla fortuna dell’estrazione, i casinò e le strutture simili calcolano tutte le possibili variabili del modo in cui operano.

La maggior parte delle persone ha probabilmente sentito la frase “la casa vince sempre”, riferendosi al fatto che le probabilità sono sempre a favore del casinò su tutti i giochi.

Nonostante ciò, l’industria cerca di utilizzare diverse tattiche basate sulla psicologia per convincere le persone ad avvicinarsi al gioco d’azzardo.

Una delle tecniche principali è quella di evidenziare i profili di coloro che vincono il jackpot del casinò.

In questo modo si personalizza l’esperienza per gli altri giocatori e si sottolinea la probabilità di vincere il jackpot. Gli utenti percepiranno una maggiore probabilità rispetto a quella reale e potrebbero continuare a fare scommesse, non raggiungendo mai alcun jackpot.

Altra pratica psicologica comune utilizzata per rafforzare i comportamenti di gioco è quella di premiare i giocatori inizialmente con piccole vittorie. In questo modo, le persone si aspettano di ricevere più di quanto la probabilità permetta loro e sono quindi incoraggiate a continuare a piazzare scommesse. 

Lo svantaggio di questo metodo è che un gran numero di giocatori non vedrà mai nessuno dei soldi che hanno “vinto” dalla loro scommessa originale. 

Col tempo si sono notati, poi, comportamenti patologici e di dipendenza nei confronti del gioco. 

All’inizio chi spendeva troppo denaro veniva semplicemente visto come qualcuno che vivesse al di sopra delle proprie possibilità o fosse stupidi e ignari degli altri impegni.

La percezione iniziò davvero a cambiare solo negli anni ’80, durante i preparativi per la pubblicazione della quarta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM).

Dopo molte discussioni il gioco d’azzardo patologico è stato inserito come un disturbo del controllo degli impulsi. 

Ciò significava che il gioco d’azzardo patologico, almeno dal punto di vista medico, era cambiato da un hobby innocuo a una malattia considerata simile ad altri disturbi, come la cleptomania o la piromania. 

In sostanza, questo significava che gli psicologi credevano che i comportamenti di gioco d’azzardo fossero eseguiti nel tentativo di alleviare i sentimenti di ansia. 

Dopo la prima identificazione del gioco d’azzardo patologico come problema psicologico, i ricercatori in campo medico hanno iniziato a dedicare più tempo alla comprensione della condizione. Uno degli studi più importanti è stato effettuato dall’Università di Cambridge, che hanno rilevato come il gioco d’azzardo stimoli una regione vicino al centro del cervello chiamata striato, altrimenti noto come centro di ricompensa.

Come con altre dipendenze, questa parte del cervello risponde ai rinforzi che incoraggiano qualcuno a ripetere il comportamento. Nel caso del gioco il ruolo dei rinforzi si creda venga svolto dai guadagni monetari momentanei.

Per questi motivi il gioco d’azzardo patologico è stato ribattezzato disturbo del gioco d’azzardo ed è stato spostato dalla sezione compulsività a quella delle dipendenze del DSM.

La dipendenza dal gioco d’azzardo può intrappolare molte persone, rendendo estremamente importante il lavoro di psicologi e altri ricercatori medici in questo campo.

In Italia è attivo un numero verde a cui ci si può rivolgere in tutti i casi in cui è necessario supporto: 800 558 822. 

È importante, inoltre, fare riferimento alla propria ASL Regionale per essere indirizzati nelle migliori strutture presenti sul territorio dove operano professionisti specializzati nel trattamento dei disturbi patologici.

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