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mercoledì, 29 Maggio 2024

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Riceviamo e pubblichiamo
Le notizie diffuse in questi giorni da Ministri e pro TAV, per sminuire il valore della grande manifestazione No TAV di sabato 21 febbraio, richiedono qualche precisazione.
La creazione della nuova Società che dovrà sostituire LTF (Lyon Turin Ferroviaire) non rappresenta l’inizio della costruzione della nuova linea ferroviaria. Nel cronoprogramma allegato al contratto di finanziamento tra Unione Europea, Italia e Francia tale tappa era prevista al 31 gennaio 2010. Si tratta quindi di un ritardo di cinque anni.
La decisione di iniziare i lavori dipende da un protocollo apposito che i due Governi devono firmare e poi far ratificare dai rispettivi Parlamenti. Ricordiamo però che non ci saranno decisioni sino a quando non si conoscerà l’entità del finanziamento concesso dall’Unione Europea, condizione posta ripetutamente dal presidente francese.
Diamo però per scontato che, per l’ennesima volta, ci saranno organi di stampa, radio o TV che parleranno di “decisione presa”: noi invitiamo a leggere il testo originale e a non credere quelli che dicono di sapere cosa c’è scritto.
Per quanto riguarda i lavori al tunnel de La Maddalena, quello che conta è l’avanzamento medio: lo scavo del tunnel con metodi tradizionali è iniziato il 3 dicembre 2012, come dichiarato da Virano nel convegno di Lione. Quindi al 23 febbraio 2015 sono passati due anni e due mesi dall’inizio dello scavo e la media è di circa 2,8 metri al giorno. Lo scavo con la “talpa” TBM è iniziato il 15 novembre 2013, quindi da un anno e tre mesi, corrispondenti a una media di 4,6 metri al giorno. Una media accettabile di uno scavo con la TBM dovrebbe essere almeno di 10 metri al giorno.
Già in un caso precedente la TBM a La Maddalena aveva avuto un avanzamento maggiore del solito, ma si era trattato di una faglia, che poi aveva richiesto di essere fittamente armata e non aveva modificato la media.
Calcolando la media di avanzamento per raggiungere il primo terzo di scavo si può prevedere che per terminare il tunnel di circa 7200 metri occorreranno ancora 35 mesi, vale a dire che si terminerà a fine 2017, a fronte di una previsione di fine lavori entro il 2015. Due anni di lavori oltre il termine previsto, con un preventivo di spesa di 64 milioni di euro sui quali non ci saranno i contributi del 50% previsti sino alla fine del 2015.
Pro Natura Piemonte

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