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giovedì, 30 Maggio 2024

Space Talk: la proposta per un museo dello spazio a Torino

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

E’ stata presentata dalle Circoscrizioni 3 e 4 una proposta per la realizzazione di un Museo dello Spazio e della ricerca scientifica nella zona di Corso Marche a Torino. La proposta, approvata in modo quasi unanime, ora punta ad arrivare al vaglio del Consiglio Regionale.

“Non potevamo scegliere periodo migliore, proprio a sessant’anni dal primo viaggio del pioniere dello spazio Yuri Gagarin, per rilanciare l’idea di un museo dello spazio a Torino”. A parlare è un’entusiasta Ludovica Cioria, 31 anni, consigliera della Circoscrizione 3, (Pozzo Strada, Cenisia, Cit Turin), che, insieme a Lorenzo Repetto, laureato in beni culturali con una tesi in museologia, Consigliere della Circoscrizione 4, (Parella Campidoglio, San Donato), hanno scritto e rilanciato un apposito ordine del giorno per realizzare un museo internazionale aperto e accessibile, ben oltre un mero spazio espositivo. 
Un museo anche concettuale, da inserire nella “Cittadella dello Spazio”, attento alla filosofia, alla fisica e alla cultura scientifica a tema spaziale. 

L’idea sarà al centro di uno “Space Talk” in diretta FB sulla pagina ALTrE Prospettive il 15 aprile alle ore 21.
I promotori motivano le loro iniziative con la necessità di allargare la platea di chi è appassionato allo spazio anche a chi solitamente non si occupa di scienza. Un discorso che passa attraverso un museo che, nel suo percorso espositivo, riesce a unire evoluzione tecnologica e storia dello spazio a tutti i livelli, anche affiancato dal  coinvolgente ricorso a laboratori didattici per tutte le fasce di istruzione, dai bambini più piccoli agli adulti, ovviamente con una grande attenzione agli studenti.

Nella diretta Facebook saranno presentati obiettivi, dettagli e aspirazioni di questa proposta in grado di aprire speranze e opportunità in vari settori, compreso quella della riqualificazione di un’area come Corso Marche, in cui sono presenti i tanti studenti del Liceo scientifico Cattaneo e l’istituto tecnico Levi.

Allo Space Talk, oltre ai due consiglieri di circoscrizione promotori dell’iniziativa, interverrà la divulgatrice scientifica Giulia Bassani che a soli 22 anni vanta una significativa esperienza di studiosa di ingegneria e spaziale, (nota anche per aver operato come testimonial per capi di abbigliamento tecnico spaziale), insieme ad Anass Hanafi, giovane giurista membro della Space Generation Advisory Council. Modererà l’incontro via web Andrea Borello

Attraverso queste azioni i promotori intendono sviluppare l’opera di sensibilizzazione partendo da un progetto  didattico, culturale che può aprire importanti risvolti anche sul turismo. 

Tutto questo in una Torino pioniera e protagonista anche nel campo del volo e della ricerca spaziale.  E’ infatti sabaudo il primo aereoporto italiano aperto nel 1911 e chiamato “Mirafiori”, nel corso dell’Esposizione internazionale di Torino nel cinquantenario dell’Unità d’Italia. Fu anche torinese il primo aeroclub aperto nel 1908.

E giusto precisare che l’idea del Museo Spaziale a Torino non è una novità: “il 12 novembre 2019  – ricorda Cioria –  la Circoscrizione 4 tenne un incontro con Luciano Violante , in qualità di presidente della Fondazione Leonardo, proprio su questo tema”.

Infatti già due anni fa si accese un vivace confronto tra le principali istituzioni cittadine proprio sulla realizzazione di una cittadella dell’Aerospazio in Corso Marche (vicino Corso Francia).  Un’area messa a disposizione dalla holding Leonardo per sviluppare poli di ricerca, laboratori, didattica e anche un museo sui temi aerospaziali. Nel 2019 il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco aveva dichiarato: «L’obiettivo è posare la prima pietra il prossimo anno e poi procedere spediti grazie al gioco di squadra e all’alleanza tra pubblico e privato». Ma le cose non sono andate di fatto avanti in attesa dei finanziamenti pubblici  la cittadella per ora non ha fatto i primi passi sperati.  

Lo stop alla cittadella non ha bloccato importanti commesse per Thales Alenia Space nel campo aerospaziale e dei voli umani nello spazio. Restano in ogni caso evidenti i collegamenti dell’iniziativa museo spazio e cittadella con   realtà importanti come Alenia, Politecnico e tanti altri soggetti che costituiscono le eccellenze nel campo della ricerca aereospaziale sul nostro territorio. Un settore aerospace che, adeguatamente sostenuto, è in grado di avviare infinite sinergie che guardano al futuro e che esaltano la grande e diffusa genialità dei ricercatori italiani. 

Insomma un’idea che, nonostante la fase di stasi,  punta a realizzare uno spazio open di sperimentazione ad altissimo livello anche per incubatori, start up e ricercatori. 

Un progetto dalle infinite potenzialità che è fino ad ora però rimasto sulla carta. Oggi l’idea viene rilanciata anche grazie a questi giovani appassionati che sottolineano come l’idea di Museo dello Spazio abbia insito un concetto “largo”. Ovvero aperto, non solo alla ricerca in quei settori che guardano alla mobilità del futuro (fino ai mezzi volanti alla Blade Runner), ma anche, come detto, alla filosofia e alla storia legata alla cultura scientifica a tema spaziale. Temi che aprono infinite applicazioni. In tal senso si può fare un cenno a quei specialisti che a Torino studiano le ambientazioni e le problematiche legate alla vivibilità di un’astronave, dai colori delle pareti alle tipologie di sedili.

“E’ molto bello che questa proposta abbia incontrato il consenso di quasi tutti”, afferma  la consigliera della Circoscrizione 3, che precisa come l’unanimità non sia stata raggiunta per l’isolato contrasto di “Torino in Comune – La sinistra”, che ha polemizzato per il ruolo di Leonardo come  soggetto impegnato in alcuni progetti di difesa e ricerca sulle armi.

“Da bambina nella campagna di un piccolo paese vicino a Benevento, – conclude con un ricordo Ludovica Cioria –  guardavo incantata quel cielo pieno di stelle, ponendomi mille interrogativi. E oggi siamo a un passo dal realizzare un sogno: dare vita a Torino ad un grande museo dello spazio e della ricerca scientifica, che dovrà diventare un punto di riferimento per studenti, ricercatori e ovviamente curiosi e turisti”.  
Per una Torino che punta anche sulle stelle per il suo rilancio.

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