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martedì, 22 Settembre 2020

Silvia Romano, tra Turchia, Somalia e Kenya c’è di mezzo il mare

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“Tra Somalia e Kenya c’è di mezzo il mare ed il petrolio” queste le parole del presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia a seguito dell’intrigo che vede coinvolti diversi paesi tra Turchia, Somalia e Kenya nella vicenda del sequestro e liberazione della cooperante italiana Silvia Romano.

“L’attenzione dei media durante questi giorni si è soffermata sull’aiuto dell’intelligence turca al risultato della liberazione della cooperante italiana – le parole di Marsiglia – non è sbagliato ma i paesi a capo di tutto sono Somalia e Kenya, base di partenza della vicenda Romano. Già dalle ultime vicende politiche il destino dei due paesi africani non era chiaro. L’Africa ha ripreso un ruolo determinante sulla scena petrolifera internazionale, si potrebbe dire al pari del Medio Oriente, considerando che diversi Progetti sono rimasti fermi per anni, basta guardare il Mozambico, l’Angola, il CongoPrima o poi qualcuno verrà a battere cassa anzi, anche il nostro settore attende a momenti lo stravolgersi di importanti dinamiche geopolitiche. I due paesi africani per noi sono da sempre punti nevralgici per importanti giacimenti petroliferi Offshore nelle acque a largo di Somalia e Kenya, dove la linea di confine tra i due paesi è da anni motivo di disputa politica ed economica. Le acque dell’Oceano Indiano, location dei giacimenti sono direttamente collegabili alle zone degli Emirati Arabi Uniti, ci troviamo in un triangolo imperfetto ma strategico”.

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Continua Marsiglia “La liberazione di Silvia ha destabilizzato alcuni attori internazionali interessati alle zone africane, oggi sempre più terra di investimenti nell’Oil & Gas. Ci troviamo su tre fronti diversi, la preoccupazione di cosa succederà in Libia, visto l’aiuto di Ankara al nostro paese e come l’Italia ricambierà questa moneta di favore, dall’altra parte le nostre analisi e considerazioni si sono focalizzate da giorni anche su cosa la Somalia ed il Kenya chiederanno, non solo all’Italia ma bensì alle compagnie petrolifere internazionali che detengono le quote nello sfruttamento dei giacimenti Offshore. Da qualche giorno, anche i nostri telefoni sono più caldi e ancora c’è qualcuno che non si sbilancia, l’operazione Silvia Romano non è chiara a livello internazionale, ben felici che la cooperante stia bene e che sia tornata a casa, ma dietro a tutto questo, qualcuno verrà a riscuotere il premio, che non sarà leggero. Non parliamo solo dell’Energia Italiana ma sono coinvolti altri Stati e relative aziende petrolifere che hanno fatto dell’Oceano Indiano un hub strategico per il futuro energetico” conclude Marsiglia.

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L’aria Offshore in questione si riferisce ai Blocchi 152, 153, 164, 165, 177, 178, 204 ufficialmente offerti in Licenza di esplorazione dal Ministero del Petrolio della Somalia in ultima pubblicazione di Gara. Il totale è rappresentato da circa 15 blocchi esplorativi con riserve stimate del valore complessivo di circa 30 miliardi di barili.

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