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martedì, 21 Maggio 2024

Scuola, ritorno tra i banchi con i ministri

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Suona la campanella per i ragazzi di quindici regioni italiane, che seguono così i compagni di Bolzano, Trento, Molise, Abruzzo e Valle d’Aosta tornati tra i banchi già dalla settimana scorsa. A chiudere il cerchio, la prossima settimana, gli studenti di Sicilia e Puglia.
Rientro particolare perché, come richiesto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, saranno i ministri in persona a dare il benvenuto a scuola agli studenti, tornando per lo più nelle scuole da loro stessi frequentate. Il ministro Maria Elena Boschi sarà a Laterina, suo paese d’origine, dai bambini della scuola Mameli; il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini rimarrà invece a Roma e visiterà l’istituto tecnico agrario “Emilio Sereni”; il premier sarà in Sicilia, a Palermo, nella scuola intitolata a don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso da Cosa Nostra nel 1993.
Ad attendere Renzi dalle prime ore della mattina, un centinaio di manifestanti tra edili e precari che all’urlo di “Lavoro, lavoro” protestano a pochi metri dall’ingresso dell’istituto. Sul posto presenti anche le forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Il rientro a scuola dei ragazzi italiani coincide con l’avvio, sul sito del Governo “La buona scuola”, delle consultazioni a proposito delle linee guida sulla scuola varate dal Governo la settimana scorso. A ricordarlo lo stesso ministro dell’Istruzione che inizia la mattina twittando: “Cari ragazzi buon primo giorno. Oggi comincia l’anno de #labuonascuola”, e invitando gli italiani ad esprimersi in merito.
Ma gli studenti si fanno già sentire. Questa mattina infatti alcuni ragazzi appartenenti alla Rete studenti medi – associazione studentesca formatasi nel 2008 e rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo livello – hanno appeso uno striscione dimostrativo davanti al Miur, Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca.
“La scuola siamo noi”, recitava lo striscione. «La scuola siamo noi – spiega il portavoce nazionale dell’associazione, Alberto Irone – vogliamo una scuola che abbia al centro i bisogni degli studenti, che sia un luogo inclusivo e non esclusivo, che sia una scuola veramente pubblica ed accessibile a tutti. Nel piano scuola non ci sono tutti questi aspetti, anzi alcuni ci preoccupano molto».
L’intenzione della Rete studenti medi, continua Irone, è quella di portare al centro del dibattito in corso sulla scuola temi come la riforma dei cicli, la definizione di una legge nazionale per il diritto allo studio e la possibilità di riceve un orientamento “in entrata e in uscita”. E, concludendo, rilancia alle iniziative del Governo: «Saremo davanti alle scuole di tutta Italia, oggi, prima dell’inizio delle lezioni per far scrivere agli studenti le loro idee su cosa e come vogliono studiare in classe, su come vogliono essere valutati e che cosa vogliono fare all’interno delle loro scuole aperte il pomeriggio per poi spedirle a Matteo Renzi e al Stefania Giannini».

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