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martedì, 27 Ottobre 2020

Scuola, “Diritto al panino da casa”. CaroMensa sul piede di guerra rompe con gli istituti

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Fine di ogni tipo di collaborazione, che in realtà non c’è mai stata”. “Nessun dialogo con chi osteggia il pasto da casa”. Così Il comitato CaroMensa Torino, nato nel 2013 “contro il declino della refezione comunale e a difesa del diritto costituzionale al pasto da casa” rompe con le scuole che imporranno la mensa.

«Fine della collaborazione con le scuole che osteggiano il pasto da casa – annunciano dal comitato che evidenzia come ci sia stata una «mancata collaborazione e prepotenza del sistema».

«Quando ad ottobre 2016 era l’Ufficio Scolastico Regionale ad essere in grande difficoltà, dopo aver perso 15 cause – spiega CaroMensa – noi genitori, attraverso la nostra partecipazione diretta ai lavori dell’Osservatorio per la corretta fruizione del pasto da casa nelle scuole abbiamo dato tutta la nostra disponibilità. Adesso che è arrivato il turno delle famiglie a dover essere rasserenate e aiutate, le varie Amministrazioni, scolastica e comunale, si sono trincerate dietro al silenzio ed hanno cominciato ad assumere i provvedimenti autoritativi con i quali vogliono ricominciare ad imporre un servizio pubblico facoltativo per legge».

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«Da oggi – spiegano – la componente genitori abbandona definitivamente l’Osservatorio. Inoltre, a fronte di illegittimi dinieghi, il suggerimento è quello dell’immediato ricorso al giudice amministrativo e i contributi volontari compreso quello per l’assicurazione, almeno per quanto ci riguarda, non verranno più pagati, perché – concludono – ci è scappata la voglia e la volontà».

Il comunicato integrale

“Quando ad ottobre 2016 era l’U.S.R. ad essere in grande difficoltà, dopo aver perso 15 cause, noi genitori – attraverso la nostra partecipazione diretta ai lavori dell’OSSERVATORIO per la corretta fruizione del pasto da casa nelle scuole, istituito dall’USR – abbiamo dato tutta la nostra disponibilità e prestato tutta la nostra collaborazione, non solo in termini di tantissime ore di lavoro, a titolo completamente gratuito, ma anche sospendendo, almeno in Piemonte, qualsiasi tipo di contenzioso giudiziale (ad esempio, evitando cause sulle illegittime separazione dei minori all’interno dei refettori), attendendo pazientemente il parere dell’ASL che ovviamente non è mai arrivato (anche e soprattutto dopo il coinvolgimento dell’ANCI nel corso dei lavori).
Adesso che è arrivato il turno delle famiglie a dover essere rasserenate, assistite ed aiutate nel procedimento amministrativo (non solo nell’allungamento dei termini per l’iscrizione al servizio) attraverso una LEALE collaborazione, le varie Amministrazioni (scolastica e comunale), tanto a livello centrale quanto periferico, si sono trincerate dietro al SILENZIO più assoluto ed hanno cominciato ad assumere (o a minacciare di assumere) i provvedimenti AUTORITATIVI con i quali vogliono ricominciare ad IMPORRE un servizio pubblico facoltativo per legge.
Risale al 2 agosto 2019, infatti, la lettera con la quale è stato chiesto un confronto all’USR, al MIUR ed al Comune di Torino, per gestire una situazione critica, in piena estate, ma a quella lettera …
… NON HA RISPOSTO NESSUNO.
Quindi, se ad azione corrisponde reazione … il consiglio è uno ed uno solo.

 

LA COLLABORAZIONE CON LE AMMINISTRAZIONI
FINISCE QUI

Pertanto:

➢ Da oggi, la componente genitori abbandona definitivamente l’ OSSERVATORIO istituito dall’USR Piemonte (anche se è evidente che quel tavolo, in verità, lo ha già fatto saltare l’USR sin fa febbraio 2019, quando venne fissata l’udienza in Cassazione).

➢ a fronte di illegittimi dinieghi, il suggerimento è quello dell’immediato RICORSO AL GIUDICE AMMINISTRATIVO, come suggerito anche dalla Corte di Cassazione.

➢ i CONTRIBUTI VOLONTARI, almeno per quanto ci riguarda, non verranno più pagati, proprio perché… ci è scappata la voglia e la volontà …

➢ il contributo versato per l’ASSICURAZIONE, anch’esso assolutamente volontario, non verrà più pagato; dopo tutto noi genitori affidiamo i nostri figli al MIUR durante il tempo scuola e, quindi, sia il MIUR, con le proprie risorse, ad assicurarsi.

➢ le aule scolastiche, nei mesi di giugno e luglio, se le tinteggi il MIUR, o magari lo faccia fare il Comune al gestore del servizio mensa, inserendo l’onere della tinteggiatura tra le prestazioni contrattuali accessorie … pulire due tavoli in più non si può, ma questa magari si… chi lo sa!
Questa è la linea di condotta che CaroMensa Torino suggerisce a ciascuno di voi, naturalmente liberi di continuare a prestare collaborazione per sorreggere le istituzioni che da un lato, da anni, chiedono una stampella per reggersi in piedi, ma dall’altro, te la tirano in testa con un bel calcio in …….
E sia chiaro che questa linea di condotta non è la reazione scomposta perché ci sentiamo offesi dall’aver perso la causa davanti alla Corte di Cassazione; le cause si perdono anche, fa parte del gioco, anche se la partita è ancora assolutamente aperta.
No, la reazione è la conseguenza diretta ed immediata della prepotenza del Sistema che, ancora una volta, fa valere il proprio STRAPOTERE ignorando e calpestando le legittime richieste e rivendicazioni di decine di migliaia di famiglie”.

I genitori C.M.T.

 

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