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domenica, 19 Maggio 2024

Scuola al via tra termometro e mascherine

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Ingressi scaglionati, ma sono comunque tanti i genitori e gli alunni che questa mattina hanno atteso il suono della campanella, la prima dopo oltre sette mesi di stop. All’ingresso docenti e personale con termometro per misurare la temperatura, mentre gli studenti si mettevano in fila indiana ordinatamente pur con qualche coda. 

Nelle elementari niente primo giorno in classe con mamma e papà. Le disposizioni anti-Covid hanno permesso solo un breve saluto fuori dai cancelli che in alcune scuole si è trasformato in un applauso rivolto alle classi appena formate. 

Non è mancato anche qualche momento di protesta da parte del Fronte della Gioventù Comunista che davanti al Liceo D’Azeglio ha protestato: “All’appello mancano spazi e docenti, il rientro sicuro è una bella favoletta raccontata dal Ministro Azzolina”. “Non c’è distanziamento che tenga se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati – sostiene di fronte all’istituto il responsabile scuola del Fgc torinese, Pietro Mazzucco -. In sei mesi di tempo il governo non ha cambiato nulla, servivano spazi e assunzioni perché le mascherine e la ricreazione in classe non bastano. La didattica a distanza ha escluso migliaia di studenti dalle lezioni, per evitare che diventi la normalità bisogna garantire davvero sicurezza e diritto allo studio”. 

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