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lunedì, 13 Luglio 2020

Saverio Mazza (PD): “Per il sorpasso serve uno sprint finale”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Saverio Mazza, lei oggi è responsabile organizzativo del Partito Democratico di Torino di campagne elettorali, in vari ruoli ne ha seguito un bel po’, come giudica questa?

È opinione abbastanza comune che sia stata finora una campagna elettorale sottotono, ma credo sia gran parte un’impressione dovuta alla netta diminuzione della visibilità di partiti e candidati “per le strade”, inteso come manifesti elettorali, salvo rari casi

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Quindi prevede una buona affluenza?

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Le elezioni europee non sono mai una prova di grande affluenza, ciò può cambiare nei casi in cui, come in Piemonte, queste vengono “trascinate” da elezioni amministrative, ove invece la tendenza è inversa.

Perché questa minore visibilità?

Non vi è dubbio che i partiti abbiano meno risorse a disposizione, per questo si inizia ad informare sempre più a ridosso delle elezioni e con meno mezzi. Dall’altro, vi è una sovrabbondanza di campagne social, purtroppo.

Perché purtroppo? Non è più conforme coi tempi?

Lo è, ma quello dei social è un campo completamente fuori controllo e senza regolamentazione. La Legge prevede limiti ed equilibri molto stringenti sia per quanto riguarda la tabellonistica, gli spazi di occupazione suolo pubblico, gli eventi pubblici in genere, le uscite sui mezzi di comunicazione, ma per contro se la teoria predominante è “ormai si fa tutto su Facebook”, allora quella Legge regola praticamente il nulla. Le pare che andiamo a sindacare la misura del diametro delle spillette dei rappresentanti dei partiti davanti ai seggi, mentre fino a un momento prima di entrare in cabina elettorale collegandoci sui social ci arriva di tutto?

Il PD come ha svolto questa campagna?

Serve la volata finale per fare la differenza. L’ultimo miglio deve essere percorso correndo. Nulla è già perso, come nulla è già sicuro. Serve intensificare le uscite dei Circoli, candidati, amministratori , deputati, militanti. Insomma tutti coloro che hanno a cuore l’esito della partita che stiamo giocando. Meno iniziative di nicchia o magari rivolte ad un elettorato già convinto di votare PD, più confronti con gli incerti. Ed anche con chi oggi sarebbe orientato a votare diversamente.

Ma così non si rischia di “perdere del tempo”?

Guardi, meglio perdere un’ora in mezzo a cento persone che ti fischiano ma con due voti guadagnati, che un’ora in mezzo a cento persone che già ci votano. Ovviamente, non voglio sminuire i momenti organizzati a fine campagna, dove è anche positivo fare comunità e incitare i simpatizzanti a non mollare fino all’ultimo secondo utile.

Per il centrosinistra Torino farà la differenza?

Torino ha sempre fatto la differenza, ma non può bastare. Serve davvero uno sprint finale dappertutto. Stiamo mettendo la freccia insomma, ora il sorpasso dipenderà da quanto siamo più veloci noi.

Ma non crede in un effetto Appendino almeno sulla città?

Dipende da quanto il PD è in grado di catalizzare su di sé quell’effetto, specie in alcune zone della città ancora critiche. Di certo, chi con il proprio voto vorrà dare un segnale negativo nei confronti della Sindaca, spero si ricordi come ci è arrivata: ossia con il voto ricevuto dal centrodestra al ballottaggio. Voto che le ha consentito di invertire l’esito del primo turno. Per non parlare di questa enorme pantomima, dove la sindaca è alleata di Salvini al Governo, ma qui giocano a dividersi e perfino litigare.

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